Lettere in rete by dasar
Lettere d'amore, di saluto, di commiato, di augurio, di scuse; a parenti, politici, sconosciuti, amici, fidanzati, amanti, fantasmi ... insomma lettere di tutti i tipi e per tutti i gusti scritte da tutti noi o lette sui libri che amiamo.
Scrivete perché vi piace l'idea o per condividere una esperienza o un'emozione, per riannodare vecchi legami o per spezzarli definitivamente, oppure per cercarne di nuovi.




domenica, 08 aprile 2007

Relazioni

... piccole, fragili come il cristallo e colorate e magnifiche come bolle di sapone. Le ho sempre privilegiate rispetto alle cose.

Non mi importa che auto possiedi, che firma porti, mi interessa come sei, come ti muovi, come ti relazioni.

Quanta onestà c'è nelle tue parole e nei fatti che le concretizzano.

Quanta lealtà c'è nel tuo essere in cammino con altri.

Che cosa ti commuove, cosa ti emoziona, cosa scardina le tue più profonde convizioni e cosa le sostiene.

Cosa ti fa piangere e cosa ridere.

Ecco le relazioni, come le intendo io, anche qui, in questo spazio virtuale ed anonimo.

A tutti un abbraccio per una buona Pasqua!!!

lettera di ruminantepensiero | 08/04/2007 15:56 | commenti (1)
amici, augurio

lunedì, 28 agosto 2006

A mente chiusa

[ . E .]

Voglio essere pronta. Pronta per quando queste parole prenderanno forma su di un foglio bianco e tu le leggerai, dalla prima all'ultima. O forse ti fermerai prima, appallottolando la carta e gettandola in un cestino, nel primo posto lontano dai tuoi occhi. Ma spero arriverai in fondo perchè ogni parola, ogni lettera mi costa fatica. Inutile partire con la solita domanda "Cosa ci è successo?" perchè io lo so. Lo so benissimo. Non ci siamo solo allontanate io e te, che fino a due anni fa ci consideravamo migliore amiche. Tu hai continuato a dirlo fino a settembre scorso, ricoridi? Io già non ci credevo più. Sono bastati pochi mesi, per passare in secondo piano e all'inizio sono riuscita ad accettare, perchè facevi di tutto per farmi sentire la favorita, la preferita, l'amica unica e impossibile da sostituire. D'altronde, me la sono andata a cercare. Quando ti ho fatto conoscere lui, il mio migliore amico, avrei dovuto aspettarmelo. Ma ero cieca. Cieca e ingenua a quanto pare. Potevo credere anche solo per un istante che proprio quel ragazzo avrebbe preso il mio posto? Un ragazzo che tra l'altro non puoi avere. Un ragazzo che io adoro. Ma non è mai stato davanti a te quando eravamo amiche. Sono sempre riuscita a dividermi equamente fra voi due, cosa che tu non hai fatto. E mi hai spezzato il cuore. ricordi, la prima volta che ci siamo viste, a quel raduno? Ero agitata e così ho passato quasi tutto il pomeriggio mano nella mano con lui, sperando che mi infondesse un po' di coraggio per affrontare te. Quando sei tornata a casa mi hai mandato un messaggio, dicendomi "La prossima volta voglio che stai di più con me". Mi sono sentita bene in quel momento. Ho capito che eri venuta davvero solo per me, che volevi me, la tua migliore amica. Poi hai smesso di mandarmi quei messaggi. Sono arrivata seconda, semplicemente perchè il tuo amore per lui superava quello per me. E adesso? Adesso dici di odiarmi. Di considerarmi un pericolo. Hai paura che te lo porti via? Che lo allontani da te...ma com'è possibile dimmi? Io volevo semplicemente essere la tua persona importante. Magari non l'unica, ma importante. Non volevo portartelo via, non lo voglio nemmeno adesso. Lo ammetto, ho pianto quando ho letto quel tuo messaggio sul suo cellulare "Io la odio". Mi sono sentita morire, sebbene in questi mesi che non mi hai più parlato ho fatto finta di prendere bene la cosa, di fregarmene. Ho sempre cercato di fare il possibile per te...ho preferito averti accanto, avere la tua amicizia piuttosto di mandarti a quel paese quando mi hai detto che eri stata con il mio ragazzo. Mi hai detto "dovresti odiarmi ora" e io ti ho detto di stare zitta. Che non avrei rinunciato a te per questo. Io ho preferito te, sempre. Chi è che dovrebbe odiare chi? Non tu. Non te lo permetto. Fai quel che vuoi, ma non considerarmi un pericolo. Perchè io ti voglio ancora bene e te ne vorrò sempre credo. Ma non voglio tornare ad essere tua amica, la nostra amicizia non può avere un buon fine. Perchè? Non posso stare vicino ad una persona che mi vede come un pericolo nei confronti di un ragazzo con cui vorrebbe stare ma che non può avere. E da parte mia..bè. Tu non potresti darmi la tua fiducia. Anche io ho le mie colpe...ti tradirei. L'ho già fatto purtroppo, senza che nemmeno tu lo venissi a sapere. Ci sono cose che muoiono con noi sai? Io non sono degna della tua fiducia e tu non puoi avere il mio perdono. Non hai mai creduto nel mio affetto per te e io ce l'ho ancora qui tutto, che fuoriesce da ogni poro e mi fa stare male ogni volta che ci penso. Mi dispiace che sia finita. Non era un rapporto normale il nostro, vero? Era di più. Eri la prima "migliore amica" in cui credevo davvero. E ci ho rimesso la pelle.

 

lettera di Eyown | 28/08/2006 20:40 | commenti (1)
amici, sentimenti, rimpianto

giovedì, 24 agosto 2006

"Sorellina" mi manchi.

Mi manchi da morire.

Il tuo silenzio fa troppo male per essere vero, sento la testa che mi scoppia mentre il cuore sanguina e lo stomaco si spacca.

Mi stai uccidendo la cosa peggiore è che lo sai.

Voglio pensare che semplicemente nn te ne rendi conto.

Vorrei raccontarti della mia felicità, del mio ritorno alla vita…tutto sembra andare meravigliosamente bene adesso, ma tu nn ci sei a condividere tutto questo con me.

E questo mi fa male.

Lo so che c’è un’altra persona nella tua vita.

Lo so che è Lei la tua priorità, adesso.

E probabilmente è giusto così.

Ma io sono gelosa.

Nn è giusto, lo so.

Nn tra Amici.

La gelosia è una brutta bestia.

Sicuro che quella che sbaglia sono io, lo ammetto.

Ma io nn ti ho mai lasciato indietro.

Sei sempre stato parte della mia vita.

Anche quando mi sono trasferita a Roma.

Anche quando Francesco era tutta la mia vita.

Nn c’è stata una sola volta in cui ti ho detto nn ho tempo.

Nn posso.

Devo andare.

Poi ne parliamo.

Tu sei sempre stato sopra a tutti, chiunque altro veniva dopo.

E nn pensare che dica tutto questo perché Lei nn mi piace.

E’ vero, che nn mi piace, ma questo già lo sai.

Lo hai saputo fin da subito, anzi, prima di subito.

Ancora prima di farmela conoscere.

E quando l’ho conosciuta mi è bastata un’occhiata per inquadrarla subito.

D’altra parte che pretendevi?

Sei stato tu a insegnarmi a valutare e riconoscere le persone al primo sguardo e sai bene che difficilmente sbagliamo.

Io la mia parte l’ho fatta.

L’ho accettata come parte della tua vita anche se nn mi va a genio, ti ho detto tutto quello che pensavo, ogni cosa, nn ti ho nascosto nulla in proposito.

Così per avere la coscienza a posto, anche se nn ce n’era bisogno perché tu sai leggere la mia voce, i miei occhi, i miei pensieri.

Ma questo nn toglie che da quando c’è Lei per te, tu nn ci sei più per me.

Ho provato a fare finta di niente, ma nn ci riesco.

Scusami Tesoro Mio per queste parole, ma è più forte di me.

Ti ho già perso una volta, ricordi?

Nn voglio che questo succeda di nuovo.

Mi fai paura, e ti amo.

M puoi distruggere o far rinascere,

M puoi distruggere e far rinascere.

Sei nell'aria che respiro, nelle mie lacrime e nei miei sorrisi.

Ho bisogno di un tuo abbraccio, della tua voce, di saperti ancora accanto.

Ho disperatamente bisogno di te.

Tutto perchè sei lo stupefacente, sei la fede, un profeta, il mio credo.

Sei tutto e niente.

Esisti, vivi.

Passi, un lampo, un attimo, una luce.

E sempre, dopo, polvere e ruggine...

...e aspetto il tuo ritorno...

lettera di tear | 24/08/2006 02:46 | commenti
amici, sentimenti, scuse

martedì, 18 luglio 2006

Dita

A volte le vedo, le vedo distintamente.

Hanno delle unghie un po' sporche, anche se ben curate, a volte sono decorate con anelli di dubbio gusto.

Dita.

Mi puntano, con fare accusatore, accompagnano non troppo elegantemente degli sguardi un po' pietosi, infervorati e riempiti da chissa' quante stratosferiche cazzate che qualcuno puo' avervi instillato nel vostro fin troppo plasmabile cervello.

Lo sguardo, e' arrabbiato, ma per cose che, curioso, non vi riguardano affatto.... E vi resta per una quantita' d'anni allucinante, sempre con quelle sopracciglia aggrottate nel vostro sordo, patetico disprezzo.

Altra cosa curiosa. Come le dita, gli occhi, tutto tace, tutto e' furtivo, tutto e' metaforico.
Nessuno usa quella cosa elegante, a volte cosi' splendidamente carnosa, altre volte adornata da brutte sigarette puzzolenti, piercing, o buchi che vanno a simboleggiare precedenti tentativi di uniformarsi alla massa.

La bocca, ogni tanto si aggrotta, a volte pero' sorride, ed e' il controsenso piu' bello che mi e' dato percepire.
Cosi' "la cattiva" a volte compiace anche un po', insomma, "che stronza", lo possono dire con cipiglio o con crudele ammirazione.

Il tutto, tuttavia, tace.

Mai, ed e' tassativo, MAI, una richiesta di spiegazioni.
Voi, siete convinti di aver gia' capito tutto, e gia' preso la posizione giusta, rigorosamente, ripeto, su cose che in fondo non vi sono mai riguardate.

Perfetto, ragazzi, vi voglio bene, voglio adeguarmi al vostro sistema di comunicazione, metaforico, silente, subdolo, mascherato da grossi sorrisi o battute tragicamente prive dello charme che vi e' sempre stato amico.

Allargo le gambe in fronte a voi, in piedi, per piantarmi meglio sul terreno, ed uso pure io le dita. Mi sposto di un dito verso il mignolo, pero', e lo punto al cielo.

Che le nuvole che il dito punta in questo modo possano ridere gagliarde del risultato ottenuto, ed io con loro.

lettera di delsys | 18/07/2006 18:24 | commenti
amici, sentimenti

domenica, 04 giugno 2006

edro i chin

sabato, 27 novembre 2004
alla mia best,che stava a terra.


Ho letto e riletto,pensando,e notando quanto sono simili i tuoi pensieri ai miei.
Come hai detto tu,sono pensieri patetici e deprimenti,ma che paiono così veri ora ai nostri occhi...sarà la famosa adolescenza,eh?
La scorciatoia,l'ho vista anche io.
L'ho vista nei momenti brutti,continuo a scorgerla ogni tanto.
Ma so che non lo farei mai.
Non per etichetta,non perchè mi è stato detto che è sbagliato.
Perchè ci ho pensato,ci ho riflettuto....all'inizio mi è parso strano e un po' spaventoso,pensare così liberamente ad una precoce fine della mia vita.
Sarà l'articolo sul giornalino della scuola,sarà la poesia di Foscolo del compito d'italiano,saranno i nostri discorsi,ho continuato a pensarci...e comunque,ora che ci penso,io ho sempre avuto un chiodo fisso sulla morte.
Da quando l'ho scoperta,da piccola,ed ho cominciato a temerla in modo così forte che,a 6anni,scoppiavo a piangere se guardavo le mie foto da neaonata appese al muro.
E come ti ho già raccontato,spesso mi capita,con i miei,con mio fratello,con persone a cui sono davvero legata,di immaginare la loro morte,ed è un po' masochista come cosa,perchè continuo a pensarci,apposta,per farmi del male,e mi fermo solo quando ho le lacrime agli occhi.
Ed a volte penso anche alla mia morte,alle persone che mi rimpiangerebbero davvero,a chi non verrà a saperlo credendomi ancora viva da qualche parte,a chi non importerà.
A cosa scatenerà,a cosa NON servirà,a cosa otterrei,cosa perderei....
Forse anche per questo io so che mai,MAI,mi toglierei la vita.
Non dico che non ne avrei il coraggio. Perchè per me di coraggio non si tratta....per questo parliamo di scorciatoia...di un "porto quiete".
Io voglio viverla,questa vita,fino in fondo.
Sento,vedo e provo le stesse tue sensazioni.
Come mi ero accorta già in precedenza,tornare coi piedi per terra può fare molto male,l'atterraggio può esser duro,e tutto ciò che ci eravamo costruite si trasforma in un castello di carte distrutto.
Ma il mondo non è lontano,non tutto è già perso.
Sai cosa dicono negli USA? "Se tu davvero lo vuoi,puoi diventare il Presidente degli Stati Uniti."
Abbiamo quindici anni.Lo so anche io che,guardandoci in torno,non vediamo nulla,se non la monotona vita di una studentessa di una città del cazzo,in una società che se ne sbatte dei vecchi e cari valori,dove l'importante è sgomitare ed avere un portafoglio gonfio,dove se ne fottono di ciò che pensi ma conta solo ciò che appari.
Però io,pessimista di natura,credo in qualche cosa.Non so bene che cosa...poco in me stessa,sicuramente.
Più che altro,credo negli altri,in quelli che sono pochi,ma buoni,cerco di seguirli,li ammiro,ed intanto mi chiedo cosa posso fare io,in questo cazzo di mondo,per aiutare chi mi sta intorno,per sperare in un giorno migliore,in un futuro che non sia scatafascio.
Neanche io voglio semplicemente "passare".
Voglio lasciare un segno,voglio fare qualcosa d'importante,voglio sentirmi soddisfatta della mia vita,voglio poter morire in pace,circondata dall'amore di una famiglia,ma sì,e sorridere ai figli dei miei figli,sapendo che loro cresceranno in un mondo migliore,anche per merito mio.
Uno scopo....non so se ci sia uno scopo,credo che questa sia una delle tante domande che ognuno prima o poi si pone,e non riesce a trovare la risposta..oppure ce ne sono così tante di risposte,che tutti te ne potrebbero dare una diversa,o nessuna.
So solo che io,come te,non voglio vivere nell'attesa che la vita stessa finisca.
Non voglio buttare via l'opportunità di sentirmi DAVVERO viva,voglio godermeli i miei cazzutissimi anni,voglio approfittare di tutte le possibilità che mi vengono offerte,voglio viaggiare e poi forse fermarmi,voglio studiare per poi finalmente poter mandare a  fanculo tutti,con un ricco bagaglio di conoscenza essenziale per comprendere,voglio trovare un lavoro che mi soddisfi e mi assicuri una quantità di denaro sufficiente per coltivare i miei interessi e le mie passioni.
E voglio sentirmi essenziale per qualcuno o per qualcosa.Voglio esser stata qualcuno di relativamente importante.
E penso che,se mi impegno,posso farcela.Ora,mi tocca sudare.E mi dà fastidio,perchè mi sembra di star buttando al vento i miei migliori anni,dove dovrei partecipare e fare esperienze continuamente nuove,mentre mi ritrovo spesso sola,stesse compagnie,stessi ambienti,stessa routine.La scuola è un peso,certo.Ma non posso dare la colpa a lei,perchè a me in fondo piace,perchè l'andare a scuola è una scelta mia,perchè voglio andarci,voglio imparare,voglio comprendere e conoscere.Perchè ciò mi assicura un domani sereno.Un domani affrontato in modo consapevole,è quello che voglio.
Oguno,poi,ha i propri sogni,le proprie aspirazioni.
Beh,io dico,se vuoi davvero una cosa,provaci,e cerca di ottenerla.Impegnandoti,facendo leva sulle tue capacità e sulle tue risorse.
Oppure,lascia che rimangano sogni,perchè spesso ti deludono,quando si realizzano...ma comincia a credere in qualcosa di più concreto,pensa a ciò che hai e a ciò che potresti avere,con sforzo sì,ma concreto...i sogni un po' più piccoli.

Tutto questo,per dirti che io sono e saròa fianco a te,ovunque tu vada.A volte mi ritrovo anche io,persa,di fronte a quei vicoli bui,a quelle scorciatoie o stradine sinistre,che mi terrorizzano,ma mi intrigano anche.
Li osservo per giorni,poi mi giro,ritrovando la strada principale,sentendo una piccola voce che mi sussurra "arrivederci".
Se anche a te capita,e magari trovi con più difficoltà girare le spalle e camminare in direzione opposta,ti basta pensarmi.
Io verrò vicino a te,ed insieme,per mano,ci gireremo,e gliela metteremo in culo,alla vocina del cazzo.

Ricordarlo.Tu hai me.
Mi avrai.
Sempre.

lettera di Florinda | 04/06/2006 03:00 | commenti
amici

giovedì, 01 giugno 2006

Ciao.
Buffo risentirmi dopo questa mia ultima uscita, uh?
E' che sto cercando di togliere la "polvere da sotto i tappeti", almeno per quanto si puo', e dove non si puo', continuo a immaginarmi come si potrebbe fare.

Non credo che con te si possa.

E' una certezza che ho nell'anima, e che ha radici nella semplice logica, e nel mio studio della psicologia. Non importa quante volte potro' spiegarti, e in quanti modi, la stessa cosa. Tu, non ci arriverai, non mi ascolterai sul serio, non saprai vedere la cosa da un lato che non sia morbosamente arrabbiato.

Non importa.

O meglio, importa in realta', perche' l'unico rammarico che mi son concessa e' stato proprio il non essere riuscita a spiegarmi con te. Anche quando ce n'era la possibilita', la predisposizione un po' fredda e di sfida, ma comunque da "devi tirarlo fuori tu", come se davvero avessi avuto chissa' che da nascondere, mi ha fatto sinceramente passare la voglia.

E' che non e' niente di complicato, in realta', niente di veramente strano, ne' niente di simile a quanto da te congetturato.
Anche riuscendo ad avere la "chance", a che pro?

Ci ho provato, sai?
Ci ho provato a "restare amica", in ogni situazione che mi e' capitata in passato. Non e' mai andata un granche' bene...
Uno mi ha rincorsa per mesi senza riuscire veramente ad arrendersi, e poi ha semplicemente smesso, non uno stralcio del rapporto che c'era prima, anche solo mentalmente.
Un altro, ha deciso bene di sparire appena possibile perche' evidentemente per lui non era cosa.
Un altro ancora, ha distrutto la mia fiducia rifiutandosi, soprattutto nell'ultimo periodo, di prendere in mano il coraggio, dire le cose come stavano, e mollarmi. Non ero tanto arrabbiata o triste perche' mi aveva mollata, in realta', ma perche' non era stato onesto prima, prendendo la decisione sin da subito, e da sempre mi era puzzato il fatto che volesse tenere la nostra relazione "segreta", insomma, non mi sembrava proprio una persona a cui continuare a dire i fatti miei, perche' non sapevo piu' che pensare.
Un ennesimo altro, ha provato il grande salto e si e' tirato indietro completamente da solo. Nel suo tirarsi indietro perche' la nostra era un'amicizia, tuttavia, ha tirato indietro anche la nostra amicizia. E non certo perche' a me non andasse di continuarla.

Per una ragione o per l'altra, i simpatici cadaveri relazionali non sono mai neanche tornati a galla, sono rimasti sul fondo.S'e' salvata in corner l'amicizia fra me e Fede, perche' in fondo non gli ho risparmiato una parola, e quella con Luca, perche' in fondo il mio grande sbandatone dei tempi immediatamente precedenti a Riccardo, era piu' che altro un grosso, grosso ammasso di fumo che offuscava, con violenza, tutto quanto. Niente di reale, di lui vedevo solo il pezzetto che piu' mi garbava, ma ora finalmente vedo tutto, e finalmente parte di quel tutto a volte mi e' anche insopportabile.
Vorrei tanto poter fare altrettanto con tutti i miei simpatici fraintendimenti e cadaveri relazionali.

Ma con te, non credo si possa. Ho la seria convinzione che se anche ti spedissi una lettera piena di sincerita', tu chissa' che penseresti, e a quali miseri estratti rovesciabili daresti in realta' importanza.
Le cose e' meglio chiuderle che tentare sempre, inutilmente di ripararle, anche quando arriva a diventare palese che non c'e' collante per un tale volo, il vaso e' frantumatissimo, ormai la realta' stessa e' distorta, si arriva al "ma che cazzo dici", ci si ritrova ad attaccarsi e difendersi, e non spiegarsi e comprendersi.

Alcuni amici particolarmente taglienti suppongono che io voglia in realta' uscire da ogni situazione compresa e coccolata come la retta, buona samaritana della situazione.
Forse e' vero, perche' se e' vero che mi e' facile rendermi detestabile, quando una persona per me importante arriva a detestarmi, non solo lo avverto subito, ma in realta' l'idea non mi piace per niente.
Io non credo che tu abbia, in realta', tutti sti gran motivi per etichettarmi come stronza o chissa' che.

Non ho fatto niente di grave, niente di male. Ho solo deciso, alla luce di determinati fatti, di non fare niente di grave o di male, codardamente, nonostante prendere il provvedimento giusto mi fosse molto difficile.
Il fatto stesso che questo tu non lo capirai mai, effettivamente mi indispettisce.

Ma questo, veramente, non importa.

lettera di delsys | 01/06/2006 13:56 | commenti
amici, sentimenti, emozioni, scuse, rimpianto

lunedì, 06 febbraio 2006

Le lettere e i loro destinatari

Incredibile quanto sia potente l'influenza che l'opinione altrui puo' avere su quello che si fa o non si fa.
Prendiamo l'esempio, visto che siamo in tema, delle lettere.

Quante volte si scrivono cose che poi non si mandano, per svariati motivi.
Ci si sente un po' scemi, perche' tutto sommato lo si sa, ci sono cose che andrebbero dette, che andrebbero scritte. L'esempio piu' lampante e' naturalmente quello delle lettere d'amore, ma la cosa puo' spaziare in campi come l'amicizia (lettere di rimpianti, consigli, semplici pensieri) e l'odio (opinioni inespresse, ipocrisia). Ma di che abbiamo paura?

La necessita' di spiegarsi, la voglia di non complicare le cose, la pigrizia, la paura a volte sono tante le cose che ci frenano, e che lasciano i nostri pensieri imprigionati nella nostra testa, o in fogli di carta che il destinatario non avra' mai modo di leggere.
E' pensando questo che, qualche tempo fa ho cominciato a cambiare atteggiamento. Mi son resa conto che a volte e' meglio complicare le cose, pur di renderle alla fine chiare.

Avevo sottomano una lettera indirizzata al cugino della mia migliore amica, contenente una serie infinita di patetismo e spiegazione di sentimenti assolutamente autoindotti ed esagerati, che in realta' piu' che una leggera attrazione fisica ed una spiccata intesa ,ormai perduta in quel disastro di fregnacce che mi ero fatta in testa, non era.
Ma lui doveva saperlo, perche' non era giusto.
Era quello che pensavo di provare, e se queste cose non si dicono alle persone per cui le si provano, e' come voler bene a un gatto , nutrirlo ma non coccolarlo. E' uno spreco di affetto.

Ho deciso semplicemente di smetterla di frenarmi, di dire stronzate pur di compiacere gli altri, di lasciarmi trascinare a fare cose, solo perche' non voglio che si pensino di me determinate cose. Tanto alla fine si pensa anche di peggio quando ci si comporta cosi', fanculo.
Non volevo rovinare un altro rapporto sociale, ne avevo gia' massacrati abbastanza, c'erano gia' troppe cose da dire e da spiegare che, inizialmente non comprese, non mi sara' mai dato modo di spiegare nuovamente, e nuovamente ancora finche' il destinatario non ci arriva, con tutta la fatica emotiva e fisica che comporta il processo.

Agire in maniera pessima per non agire in maniera pessima. Non e' un terribile controsenso?

Da quando ho preso ad esternare e parlare ad ogni costo, molte cose si sono sistemate, altre si sono rotte, ma nessuna e' piu' rimasta un ricordo rattoppato con lo scotch, tutto e' sempre stato chiarissimo. E le cose che si sono sistemate sono tantissime rispetto a quelle rotte.

Di rapporti, amicizie e conoscenze approssimative ne ho abbastanza pieni gli "zebedei", e guardo le lettere mai spedite con pieta' ed un po' di rimpianto.
Non spedirle non e' servito mai a niente, alla fine.

lettera di delsys | 06/02/2006 14:32 | commenti (9)
altro, amici, sentimenti

giovedì, 03 novembre 2005

A volte sai, ci piacciamo cosi' tanto, perche' da tutto ci lasciamo travolgere ed emozionare, che sia positivo o negativo, vogliamo vivere tutto con un'intensita' unica, solo e soltanto nostra, fino in fondo.

Altre volte penso che la vera saggezza stia nel far scivolare via, senza trattenerle, le cose che ci risultano piu' sgradevoli e graffianti, forti del fatto che in fondo non sono che un minuscolo momento della nostra vita, e tutto prima o poi, che lo si trattenga o meno, scorre.

Serve la forza di chi davanti a delle corna improvvise con bambino, sorride dolcemente e fa "ma potevi almeno usare delle precauzioni", e poi se ne va fischiettando, come se avesse avuto a che fare con un idiota e non con la persona che ha eletto erroneamente a sua meta'.

Con la semplicita' di chi sa che c'e' altro che lo aspetta, e non e' il caso di perdere tempo.

Assaporando i momenti belli e lasciando scivolare i momenti brutti, si sarebbe cosi' tanto forti e speciali che, in fondo, non ci riesce mai nessuno. Perche' quelli brutti sembrano sempre piu' forti, e la sofferenza, l'orgoglio ferito, l'incomprensione, sono cose che esistono e non ci si puo' far niente.

Ma se un giorno, astro lucente, guida della notte, riusciro' a scavalcare quei pugnali che vogliono lasciarmi le amarezze cosi' tanto impresse nella carne, sappi che se vedrai una persona dalla pace inscalfibile, quella saro' io.

E a chi ha tentato due secondi prima di farmi saltare per aria con un grosso candelotto di dinamite, offriro' una cicca e diro' "Cazzo amico, ti e' andata male. S'e' spenta la miccia." restituendogli la bomba e allontanandomi con le mani in tasca.

...Invece di tentare di strappargli la pelle a morsi e a parolacce.

lettera di delsys | 03/11/2005 13:01 | commenti
altro, amici

mercoledì, 03 agosto 2005

Cara amica, in qualche modo ogni tanto si apre un varco e noi riusciamo a parlare, a dirci delle cose, e mi pare senza certa aggressività e chiusura che caratterizzava i nostri incontri. Invidio il tuo futuro viaggio, perchè andrai in luoghi che ho sempre desiderato vedere,  e mi dispiace che tu non abbia voluto condividere con me questa esperienza. Però capisco, capisco bene la gioia e la determinazione di scegliere una cosa per te, da sola, perchè l'ho fatto anch'io, non molto tempo fa.  La punta di dispiacere è proprio lieve, soprattutto dopo che ne abbiamo parlato. Conservo dentro me questa tua frase "il viaggio che recentemente abbiamo fatto è stato bellissimo e sono stata bene e sarei pronta a ripartire subito con te", è una cosa importante. Poi, altrettante volte sai essere dura con me, e forse non hai ancora capito che il comportamento di cui ora accusi C., la nostra amica difficile, tante volte l'ho subito io da parte tua, vostra. Ci sono periodi, e periodi diversi, per tutte noi: oscilliamo dall'una all'altra secondo le affinità che più si evidenziano in una certa fase, e a volte ci facciamo del male, credo anche consapevolmente. Gli ultimi anni non sono stati facili, per nessuna di noi e nessun colpo è stato risparmiato, abbiamo saputo starci vicine ma anche ferirci. Ora riesco ad accettarlo molto più di un tempo. Non cerco più disperatamente le ragioni per le quali a volte ci si allontana reciprocamente, ho imparato a lasciar vivere, a lasciar perdere, anche, a non voler cambiare a tutti i costi ciò che non vuole cambiare. Guardo oltre e so che gli errori li commetto anch'io. Però, hai ragione, quando dici "gli uomini passano, e gli amici, le amiche restano". Per noi è così, alla fine siamo sempre lì, discontinuamente, scorrettamente, confusamente, ma non ci perdiamo. E' una delle poche certezza che ho e spero di non perderla mai. Tu per me sei sempre stata come uno specchio, nel bene e nel male: a volte avevo di fronte l'immagine di come anch'io volevo essere, a volte sei stata ciò che non volevo diventare, perchè io sono un'altra, sono come sono e tu sei come sei e siamo cresciute in modi diversi; le tue parole spesso mi hanno fatto arrabbiare ma anche riflettere e ho la presunzione di pensare che anche per te sia così. Ci conosciamo da oltre trent'anni, pensaci, e solo una volta ci siamo dette quanto ci vogliamo bene, ed è stato sufficiente. E quindi non lo ripeterò.
E buon viaggio.

lettera di miraggi | 03/08/2005 21:25 | commenti
amici

giovedì, 28 luglio 2005

Io non so che cosa ha cominciato a dividerci...
Forse il fatto che stiamo diventando adulte?
O forse il fatto che ci aggrappiamo ancora con tutte le forze al nostro essere adolescenti?
Io mi sono stufata di essere quella buona, quella che dice sempre di sì, quella che cerca in ogni modo di unire laddove manca qualcosa.
Ho sempre pensato che ildolore delle persone fosse soggettivo, nessuno può comprenderlo e/o misurarlo, è vero. Ma odio questo piangersi addosso, questo dire "Stiamo andando avanti" quando in realtà è un leccarsi le ferite a vicenda, un compatirsi e darsi ragione crogiolandosi in un fottuto malessere che paradossalmente le fa stare bene!
Non lo sopporto, non lo sopporto perchè io sono stata così, e mi odiavo, ma alla fine ho capito che non era il modo di affrontare un problema. Ok, non ce ne sarà uno giusto e uno sbagliato, ma di sicuro bisogna partire con un altro piede.

E vorrei che capissero, che anche io ci sto male, ma non lo vedono e non se ne rendono conto.
E' così che la gente arriva ad uccidersi, è esattamente così.
Non te lo dirà mai, un giorno aprendo gli occhi si ha la visione perfetta di ciò che si deve fare.

Andarsene per sempre.
Non in un atto di egoismo o cosa, solo per mettere più comodamente(o forse il contrario) la parola BASTA infondo a tutto questo.

Non sono qui per dire che mi ammazzarò, ma per mettere in chiaro che le cose stanno in questo modo.
Che sono stufa e ne ho sofferto abbastanza, e che da ora in poi vivrò la vita come se fosse solo mia e della mia metà che fortunatamente ho con me.

Tsk...ma a chi voglio darla a bere, tanto per voi alla fine, ci sarò sempre.
Non riesco ad essere stronza totalmente, non riesco a tagliare di netto questa cosa, non riesco ad impormi come vorrei e forse in parte dovrei.

Chissà, forse questo sfogo rimarrà solo uno sfogo...

lettera di KanashiNoTsuki | 28/07/2005 10:03 | commenti
amici

martedì, 12 luglio 2005

Forse sono fatti apposta, per immaginare i waltzer. Per immaginare scene eteree di due persone che si abbracciano, e volteggiano fissandosi negli occhi. E tu, cara amica, ne stringevi quella coda ribelle con lui tanto rigido al tuo fianco. Non c'era waltzer nel tuo abito da sposa, cosi' grottescamente celato da quel poco matrimoniale golfino.

Perche' tanta fretta e sconsideratezza? Perche' fare passi che si sa gia' in partenza di non poter fare da soli, assolutamente? Passi che legano con catene d'acciaio a gente che magari lo fa volentieri, ma dovra' assolutamente intercedere per voi, se non sempre, per un bel po'?

Da cosa fuggi quando ti celi dietro di me, e corri a cento all'ora verso una vita troppo adulta? Non eri tu che volevi vivere la tua eta', amica di sempre?

Che cosa pensi quando pensi al futuro della tua bimba, che cosa vedi?

Non c'era waltzer ne' commozione dilagante al tuo matrimonio. Il tuo sorriso, la sua tensione, il ciacolare incredulo degli invitati, che ancora stentano a dire "sua moglie" e "suo marito" quando parlano di voi... E quella pancia che presto sara' la figlia di una ventiduenne in un periodo di crisi economica e sociale, in un' Italia che se non verra' presto coinvolta nelle scaramucce cazzutissime di qualche altro stato, abbraccera' comunque un'implosione sociale, un calo delle possibilita', della qualita' della vita, di tutto...

In tutto questo, non hai un lavoro. Per crescere la creatura hai bisogno dei tuoi, anche se te lo sei voluto tu, con tutta te stessa, anche non potendolo affrontare...

Che ne e' della mia preoccupazione, che si ammutolisce costantemente quando mi parli cosi' entusiasta di quei corsi per genitori, salvo poi riapparire quando metto giu' la cornetta...

Che ne e' dei tuoi vent'anni, amica mia? Che mai hai fatto esistere perche' rimasta intrappolata ad anni di maturita' e responsabilita' assai prima e assai dopo?

E a quella lettera che ti ho fatto leggere senza dartela, ci hai mai pensato realmente?

Perche' non e' questo il sogno, la casa, la famiglia, il matrimonio "da waltzer", i sorrisi, le torte, il sole dalla finestra... Non hai aspettato di orientare almeno un minimo la realta' verso il sogno, prima di provare a saltare dall'uno all'altro, non l'hai fatto, come mai? Che fretta c'e'? Perche' quando ti senti determinate cose e' vero che dovresti farle, ma prima la valutazione da fare e' cosi' semplice... "Posso farle davvero?".

E non tu grazie all'aiuto di tizio caio e sempronio, che succederebbe mai se per disgrazia venissero a mancare? Puoi farle davvero TU?

Perche' e' gia' troppo tardi per pensarci?

lettera di delsys | 12/07/2005 15:41 | commenti
amici

martedì, 05 aprile 2005

Cara amica,
è bello sapere che ci sei, che mi pensi, che ti interessi a me, senza nessuna curiosità negativa.
E’ ancora più bello leggere le tue risposte, i tuoi commenti, i tuoi suggerimenti; vere perle di saggezza.
Vorrei poter rispondere in modo esauriente, ma per farlo rischierei di annoiarti. Proverò a sintetizzare sperando di lasciar trasparire con uguale chiarezza il mio pensiero.
Insegnare oggi è difficile tanto quanto lo era molti anni fa,  perché l’insegnamento è un lavoro molto delicato; non si forgiano le menti come si realizza un qualsiasi altro lavoro.
In modo particolare per me è difficile, perché ho sempre cercato di insegnare seguendo non soltanto il metodo che ritengo migliore, magari adattandolo alle diversificate necessità, ma soprattutto perché mi sono sforzata di far comprendere che non c’è nessuna verità precostituita, che è giusto mettere in dubbio, osservare, controllare, verificare e confutare se necessario.
Ma le difficoltà maggiori provengono dall’eccessiva burocratizzazione, tanto inutile quanto noiosa e dall’atteggiamento che la società ha nei confronti della scuola; parlo soprattutto dei genitori che spesso sembrano meno maturi dei propri figli.
Ma qui mi fermo, non mi sembra opportuno dilungarmi su un argomento che coinvolgerebbe altro e altro ancora, in realtà è cambiato il senso della famiglia, ma la stessa famiglia è abbandonata ai suoi problemi dalla intera società.
Mi chiedi se credo di aver realizzato i miei sogni, se mi sento soddisfatta…
Sai? E’ difficile rispondere con esattezza.
Talvolta mi sembra di aver realizzato abbastanza, altre credo di aver trascorso la mia vita nel nulla, di non aver fatto assolutamente nulla.
Se questa mia convinzione, da una parte soddisfa il mio desiderio più grande che è quello di passare inosservata, ma non nel senso che a ciò attribuisce Confucio “ Allontanarsi dal mondo, restare sconosciuti e non avere rimpianti: a questo può arrivare solo l’uomo superiore”, perché non ho la pretesa di essere superiore. Dall’altra parte il mio credo mi mette in crisi, mi crea ansia l’idea di dover rendere conto dei “talenti” a me dati: li ho resi fruttuosi o li ho nascosti credendo di custodirli nel modo giusto?
Ho  fatto tutto quello che mi era possibile o sarò accusata di “omissione”?
Quanto ai sogni, mia cara, non sarebbero più tali se fossero realizzabili.
Diciamo che ho esaudito più di qualche desiderio, ma i sogni…
E poi i sogni spesso sono mutevoli, come nuvole leggere che passano, tu le guardi incantata nell’azzurro e il vento se le porta via.
So di non aver risposto a tutti i tuoi interrogativi, magari ne riparliamo a voce; lo sai bene che mi piace comunicare guardando negli occhi.
Ti saluto con infinito affetto e, per farti comprendere quello che adesso desidero, immaginami su un’altura, sola, tramonto infuocato, vento nei capelli…guardo quanto di bello c’è intorno, dilato i polmoni e aspiro gli odori, sollevo le braccia al cielo… ho voglia d’infinito!

 

lettera di Symphony | 05/04/2005 12:10 | commenti
altro, amici, sentimenti

martedì, 04 gennaio 2005

Crepuscolo di un'amicizia.

Le migliori sono quelle che finiscono così - e lo avevi già capito, lo sapevi da tempo, solo che temevi di dirlo, solo che temevi di ribadirlo, ancora, a te stesso, a lei, l'amica.

E ancora una volta, il più ovvio dei disincanti:

"Perdonami P.
Forse non sto messa molto meglio di te, non lo so. Ma d'istinto reagisco
diversamente e d'istinto mi chiudo a qualunque cosa che venga dall'esterno. E'
orribile e finisco con il fare del male alle persone che mi vogliono bene (e
anche se a me questo non basta non è certo colpa loro, sono io che, come dicevi
tu di te stesso, ho un difetto congenito). Non sono capace di trovare parole di
conforto per te. Sarei contenta se tu stessi meglio, questo si, rimane sempre
vero. Ma per quanto mi riguarda sono solo tanto stanca. Ascolterò, ascolterò
sempre. Non credo di avere però la forza di risponderti come ti potrebbe
servire. Finirei per lamentarmi io, invece di pensare alle tue vicende, sto
diventando insopportabile e non considero giusto infliggermi agli altri.
Se puoi perdonami.
M."













lettera di kaspar | 04/01/2005 18:36 | commenti
amici

lunedì, 13 dicembre 2004

A te

Già, questa lettera la invio virtualmente a te anche se so già che mai e poi mai la leggerai....e forse per questo ne sono felice....

Come inizia il tutto??? Beh, molto semplice...la tua relazione si era consumata, o meglio tu stesso l'avevi fatta consumare grazie alla tua brama di conquistatore e la tua vita che andava cambiando....ed io???
Stupido attore e pacere di un rapporto ormai morto che mantenevi con qualche messaggio ogni settimana....E lei...la parte piu' importante tra noi (alla fine)...Lei che passava le sue giornate a volare, tra un Aereoporto e l'altro, sperando di trovare l'Aereo giusto per uscire da quella falsità ed ipocrisia e sporcizia...
Chi la poteva aiutare??? Tu non esistevi e l'unica persona alla quale inviare un messaggio di conforto od una telefonata oppure ancora una cena per potersi sfogare...si, quello ero io.

Tanto rispetto per te, ma dopo mesi che non esistevi piu' nella sua vita e dopo anni che ho visto questa ragazza come amica, qualcosa é cambiato...cosa??? Ancora me lo chiedo....forse vicini, forse lei molto piu' simile a me che a te....forse un momento di stanchezza e reciproca debolezza e qualcosa é accaduto....da questo qualcosa siamo arrivati a stare insieme 1 anno,  convivere da 3 mesi e soprattutto  conoscerci prima come amici... da ben 2 anni...

Davvero, amico, da conoscerci come amici...non ho mai pensato a lei in nessun modo che fosse distante dalla solita amicizia ma la vita tradisce e mi trovo quindi qui a scriverti virtualmente.
So che forse la cosa che piu' ti innervosisce sia il non averlo saputo sino ad ora e soprattutto lo scoprirlo da altri (per quanto alla veggenza io non creda ancora)...ma ti conosci ed io conosco me stesso...e sai che la tua maturità ti porta a pensare che un amico non ti frega la ragazza..

Sono sempre stato concorde..ma come la mettiamo se un amico frega una ragazza al mondo??? Esattamente, perché tua certo non era e lei si sentiva tradita dal non essere nemmeno minimamente considerata da almeno 6 mesi....già, non è questo il problema...
Ti ho tradito, ho tradito il nostro rapporto e forse ho tradito anche me stesso ma non rimpiango le mie scelte e se dovro' mai rinunciare a qualcosa lo faro' con la consapevolezza di essere stato un buon amico nei tuoi confronti ed un perfetto "accompagnatore" nei confronti di lei...

Scusa e spero sinceramente che un giorno potrai comprendermi ed aiutarmi a comprendere te.

MZ





lettera di sognocapovolto | 13/12/2004 08:29 | commenti
amici

lunedì, 08 novembre 2004

eilà, anche oggi si fa tardi ma sticazzi e me ne sto a casina mentre sorseggio un cappuccino appena fatto. il caffé di prima mattina è una sostanza scura con dei poteri assimilabili ai miracoli di eudosso e compagnia.
ieri mi sono ritrovato per san giovanni, stavo andando per le vie di garbatella ma un buffo tizio in macchina mi ha trasportato lì. aveva i capelli di dubbio colore. già. parlammo di mare, di professori mai seguiti e di struttura del linguaggio. parlammo di competizione, anche straordinariamente scontata, e delle nuove infatuazioni di ferrara. che ultimamente fa un po' schifo.
già.
ricevo un'altra lettera da moore che stampo e leggerò nei prossimi minuti, mentre abbandono casa e come meta avrò quei noti banchi. dove la gente siede, legge city e scrive al cellulare; di fronte a un prof bizzarro che parla a vanvera di qualche esame. però ho sonno. ancora. e sono persino invaso da qualche oncia di spavento, paura, ansia, tensione. chissà. forse sono le foglie che cammino calpestando. o forse è il non ricordarmi alcune piccole cose.
"la perfezione è un utopia come l'anarchia, ed è per questo che va ricercata". (lo so, era comunicazione, ma poco importa)

dimmi qualcosa, rendimi tranquillo, allontana questo senso del tempo che non smette di vibrarmi attorno. che come l'alito di un biografo mai assonnato osserva le mie piccole azioni nel quotidiano. ho finito il mio latte caldo macchiato di caffé; avrei voglia di the. da sorseggiare con qualche biscotto secco al caffé doria. o a passeggiata di ripetta. magari oggi lo prendo, passando di lì. o magari nn ci passerò, dato che son stanco.

osservo delle fototessere. senza sapere il perché. adoro questi piccoli rettangoli sporchi. lasciano uno strano gusto di lamponi e fuliggine e neve.

se solo sapessi che corsi avrei io di questi tempi. ascolto 'al chiaro di luna', la sonata che il caro ludwig aveva
chiamato 'sotto una tegola', e il cui primo movimento è una marcia funebre per un amico che gli è morto. la stessa sonata che gus ha usato per il suo ultimo film. quello dei ragazzi bellissimi e tremendi, dove una felpa rossa con una croce bianca accompagna la cinepresa in un luogo medievale e dove anche i fotografi non scampano a coloro che dormono su di un letto nel sott'interrato. e giocano. e citano charles. e vincono. e perdono. "ambarapà-ciccì-coccò-tre-civette-sul comò-che facevano-l'amore-con la figlia-del dottore-il dottore-si ammalò-ambarapà-cicì-coccò."
è l'indifferenza che ucciderà l'uomo e l'occidente.
o forse siamo già morti.
noi, bulimici dal ventre piatto.









lettera di psikonum | 08/11/2004 09:40 | commenti (2)
altro, amici, saluto, sentimenti, amanti, augurio, rimpianto

martedì, 02 novembre 2004

-a volte

a volte capita che poi uno ci indovina, e trova anche la mail in un trionfo di simboli rosa. a volte. ma non sempre, vero. ascolto, ascolto una volta e ancora bigmouth strike again. me la trascino in questo magma denso e scuro e zuccheroso che è diventata la mia giornata normale. anche i confetti rosa possono tingersi di nero e diventare caramello, se riscaldati troppo. e qui a roma fa caldo. un casino di caldo. anche se me ne vado un po' in giro con un cappotto nero, e anfibi spessi. a volte. poi giro l'angolo e sto in maglietta e diesel basse. non ho mai legato i vestiti alla temperatura -certo, dimenticando i maglioni di lana-.
mio caro zombettino, a cui nn so dare un nome ma che leggo più che spesso, ho pensato di scriverti e una di quelle volte è oggi e quindi sono qui. yogurt finito, forse dovrei bere. chissà.
se torno a bologna, passo di nuovo, magari presto o dopo un anno intero.. nn so quando sarò di nuovo lì, non so se mi fermerò a dormire o sarò solo di passaggio.
chissà, mi piacerebbe vederti. magari anche per gioco, prendere un the e parlare di colori, mordere una crostata e ascoltare il tempo che passa furtivo attorno alle mura al vapore all'arno che va.

ma poi cambio idea, perché nn voglio distruggere quelle frasi che leggo di te e scoprirti davvero. ma mi piace giocare al se fosse. da sempre. da quando ho smesso di dire bello e brutto. da quando ho iniziato a parlare di strano.

un saluto, funereo e pallido essere. a te, te che leggi le mail senza neanche stamparle. un saluto.

psiko.










lettera di psikonum | 02/11/2004 22:42 | commenti (2)
amici, saluto, augurio, rimpianto

Ci sei caduta ancora ... nel ginepraio della "depressione" ... quella patologia disumanizzante, quel vortice che ti impedisce di "pensare" ... che ti fa leggere ogni cosa intorno a te come derivazione diretta di quel "buco nero" che ti sta inghiottendo, che succhia ogni tua energia, ogni fantasia.

Sta distruggendo i tuoi sogni, sta riducendo le tue aspettative, sta letteralmente schiacciando la tua volontà. Come qualcosa che ti rode da dentro e lascia dietro di se solo un enorme, gigantesco vuoto.

Non so che fare! Cerco di starti vicina, ma non so quanto i miei tentativi di "solidarietà", iniezioni di energia e comprensione, arrivano a destinazione. Sei un muro ed un mistero.

lettera di ruminantepensiero | 02/11/2004 22:38 | commenti (1)
amici

mercoledì, 20 ottobre 2004

AUGURI

Carissima amica,

oggi è il tuo compleanno ... è l'occasione per rivivere il sentimento d'amicizia che ci ha legate e che, a distanza, ci lega pur oggi. Non è facile. La situazione di estremo disagio fisico e psichico che stai vivendo, ormai da anni, provoca in me una sorta di dolore sordo, muto e acuto al contempo. L'affetto dentro di me è immutato nel tempo, pur mancandomi la tua presenza fisica. Certo che hai dimostrato e dimostri un coraggio infinito, quasi sovraumano. E' questa tua forza che mi dà speranza. E' questa tua capacità di accettazione che non assomiglia neppure lontanamente alla rassegnazione, che ti regala una bellezza (anche fisica) trasparente ed evidente. Hai alzato la testa e stai attraversando la tua "palude", stai camminando e crescendo in condizioni estreme. Ma è tutto questo che mi riempie ancor più di affetto verso te e che, oggi, mi regala la gioia di farti gli auguri.

Buon compleanno, amica mia!

Con infinito affetto

lettera di ruminantepensiero | 20/10/2004 09:35 | commenti
amici, augurio

mercoledì, 13 ottobre 2004

Lettera aperta

Ore 20,00 5 Ottobre 2004

Ok. Vedo che qualche parola di seguito all’altra si rende a questo punto necessaria. Non tanto per il tuo sommesso lamento capriccioso che ha sottolineato, in modo del tutto fuori luogo, una mancanza da parte mia che è diventata invece una tua necessità tanto da paragonarla addirittura ad una mia presa di posizione che, in questo caso, è del tutto inesistente. E non è il desiderio di rassicurarti, bensì l’espressione di un piacere che avrei voluto condividere con te, facendolo nascere in un attimo meno rubato al tempo che in questo periodo mi scorre sotto gli occhi come la corrente di un fiume guardato da un ponte dopo una corsa affannata mentre il fiato corto ti fa accasciare sul parapetto in una posa che assomiglia a quella di uno straccio appena lavato e messo al sole ad asciugare.

Ho iniziato a scrivere queste righe dopo aver letto la tua mail di poco fa, decidendo di riuscire, nonostante le frequenti interruzioni che avrò, a buttar giù qualche pensiero che possa, nel modo più fluido possibile, darti l’idea di chi diavolo sta da questa parte del foglio mentre tu, curioso nel senso buono, sbirci in trasparenza tentando di leggere parole guardate al contrario.

Non mi hai chiesto “chissà che†chiedendomi di raccontarti un po’ di me. La sera che tu, in modo dolcissimo, mi regalasti un po’ di te, io non proseguii nel discorso perché la sensazione che provavo era davvero quella che ti descrissi allora, ma che forse non sono riuscita a trasmetterti cosi come proveniva da me. Scrivendo è facile cadere in fraintendimenti e fra noi basta rileggere i nostri ultimi scambi per averne la conferma. Dopo quella sera le mie giornate hanno e stanno subendo una rivoluzione in termini di orari, di programmi, di impegni e di predisposizione. Non c’e altro, nessuna forma di preclusione nel mostrare a te qualcosa di me che fa parte di me, se non la mia ferma intenzione di non pensare di sbandierare ai quattro venti i fatti miei in qualunque circostanza o a chiunque. Ritengo che il farlo, quando mi sento di farlo, abbia un significato ben più alto di quello che possa avere un mero racconto di fatti poiché in ogni parola che ti regalo, ricordalo, c’è un pezzetto di me. Altrimenti non ti parlerei affatto. Non ho bisogno del consenso del popolo, non ho bisogno di pensare che ci sia sempre qualcuno che mi ascolti o faccia finta di farlo, non sento la necessità di provare l’ebbrezza di un pubblico che sia messo al corrente dei fatti miei per sentirmi qualcuno o perché qualcuno possa in qualche modo, dopo ciò, ricordarsi in qualche modo di me. Sono assolutamente gelosa, non soltanto dei fatti che compongono il puzzle della mia vita, ma anche delle emozioni che la attraversano come tracce e scie di meteore, a volte lievi e brevi, altre intense e prolungate. Il condividerle può essere per me una gioia grandissima ma ho la presunzione di pensare che non tutti sono all’altezza o in grado di comprenderle e di comprendermi per poi guardarmi così come davvero io sono. Da qui il mio modo di essere selettiva con le persone e con le situazioni, non escludendo per forza qualcosa ma sicuramente attribuendone mano a mano una posizione nel quadro della vita che, ogni mattina, osservo cercando di aggiungervi nuovi dettagli che possano contribuire alla completezza di un’opera che forse un giorno riuscirò a guardare stando seduta sulla mia sedia a dondolo alla penombra di un magnifico abete di montagna in compagnia del mio sorriso e della gioia che lo fa nascere.

(prima interruzione. Torno al più presto)

 

Ore 20,50

Mi chiamo Simona, ho 38 anni, ho una figlia di quasi nove anni, sono sposata da 10 anni ma da diversi anni sono “sposata ad un matrimonio†, il tempo che può rendersi necessario a farti capire che nella vita si cresce giorno per giorno e che le scelte di ieri non sempre, a ragion veduta, troverebbero un riflesso in quelle di oggi e che questo non sempre significa poterle cambiare così come si possono cambiare un paio di calzini. A farti accorgere che la gioventù non significa solo più energia ma anche incapacità di riuscire sempre a valutare e a rendersi conto di quando si facciano le cose più per accontentare o rendere felici gli altri che noi stessi. E questa lezione amara l’ho imparata a mie spese e non posso certo permettermi che le conseguenze, oltre che su di me, ricadano anche su una bambina che non ha certo chiesto di essere messa al mondo. E non credo sia nemmeno ciò che vorrei quando penso a quanto sia più facile fuggire ignorando la nuvola di polvere che ci si lascia dietro oltre a quelle impronte sul terreno che resteranno per sempre le nostre.  Scegliere è più difficile che non scegliere ma a volte anche ciò che sembra un modo di non scegliere diventa una scelta. Ed è la condizione che sto vivendo ad oggi. Quella che ad occhi esterni appare una “non scelta†ai miei appare la scelta più difficile: quella di restare. E non è solo il pensiero di dare a mia figlia l’immagine di un padre e di una madre che, in modo civile e sostenendo entrambi un forte senso del rispetto reciproco, condividano i momenti più importanti della sua crescita. E non è il bisogno di dare all’esterno una parvenza di “famigliaâ€. E non è far credere a mio marito che lo amo quando è vero il contrario. Due anni fa, dopo un cammino lungo e tormentato durante il quale ho cercato di camminare più vicina a lui nel tentativo, senza risultato, di raggiungere un’oasi su cui poterci soffermare e riposare affinché i nostri desideri e una valutazione oggettiva dei fatti prendessero coscienza, gli ho detto di non amarlo più, mentre l’immagine di me in quel contesto si presentava ai miei occhi come una cosa incredibile e alla quale mai avrei creduto di arrivare sia come pensiero che come situazione. Ma è vero anche che resto per problemi guardati anche da un punto di vista economico e pratico. Ed è ancora più vero che resto per garantirmi un po’ di libertà, o comunque di mantenere quella che sempre ho difeso assieme ai miei interessi e al mio spirito che poco sa stare in una gabbia. Non ho mai smesso di mantenere, anche nel matrimonio, i miei legami con persone o situazioni o cose che non credo giusto si debbano per forza condividere o alle quali trovo assurdo dover rinunciare in nome di uno pseudo-dovere coniugale. Non ho trovato in mio marito nella situazione attuale una persona che sappia o voglia guardare alla nostra realtà di oggi allo stesso modo in cui la sto ormai vivendo io. Il suo modo di mettere la testa sotto terra come gli struzzi non gli impedisce di osservare una donna che lavora, che gli gira per casa scalza, gli lava e stira le camicie, parla con lui e lo sta ad ascoltare, si preoccupa della casa e si dedica alla figlia sia come madre che come educatrice, che organizza e mantiene i rapporti sociali e amichevoli, che condivide con lui tutte quelle situazioni che fanno parte del quotidiano di una famiglia “normaleâ€. Ma non gli impedisce nemmeno di vedere quella donna andare a letto sempre dopo di lui, non gli impedisce di accettare che quella donna non fa più l’amore con lui da un’eternità e che non è più nemmeno disposta a fare più sesso con lui da molto, moltissimo tempo. Che tutte le volte che la vede stendersi al suo fianco sarà solo perché è stanca e vuole riposare, che tutte le volte che lo sfiora è solo perché il passaggio è troppo stretto. Lui sta lì a guardarla anche quando la vede magari prendere un treno per passare ogni tanto dei fine settimana lontana da casa. “Vado a trovare i miei amiciâ€. Molte volte è stato vero. Molte altre no.

(mi devo fermare ancora).

Ore 3,16

Tornata da poco da una serata in compagnia di una amica.  Pizza, coca, caffè e amaro. Dicevo?

Da più di un anno a questa parte sto vivendo una relazione non solo importante ma anche veramente bella. Non viviamo nella stessa città e questo comporta sicuramente il fatto di voler vivere questa storia anche al di là dei famosi ruoli che spesso si ritrovano nel pensiero comune quando questo si rivolge ad una relazione sentimentale fra un uomo ed una donna. Oltretutto ci sono periodi (anche di diverse settimane) in cui non possiamo nemmeno avere contatti di nessun genere, nemmeno telefonici o scritti. E ce ne sono altri in cui ci possiamo sentire o scrivere ma durante i quali non possiamo incontrarci. Ma alla fine arrivano anche quelli, e allora è gioia infinita. Tutto questo, e quando dico tutto non dico poco, incastrato fra le nostre rispettive situazioni personali nonché condizioni che di fatto, si trovano spesso a scontrarsi con i nostri desideri. Ma cosa è l’amore se non innanzitutto un sentimento vero. Ed è questo che ci tiene uniti anche quando l’apparenza, guardata da occhi più materiali, potrebbe indurre a pensare che tutto ciò non abbia senso e che questa relazione non sia facile da gestire. Qualche accenno, al riguardo, lo scrissi anche in una delle mie divagazioni mentali che ti ho inviato via e-mail. Da quasi un mese lui c’è e stavolta è stato via un mese. Ed il desiderio di trascorrere insieme i nostri momenti liberi, e tutti quelli che cerchiamo e/o che ci è possibile di rendere tali, ci porta un po’ più distanti dal resto de mondo. Ecco perché la sera entro ancora più raramente in chat ad esempio, considerata da me come un leggero passatempo e non certo il mezzo per rimorchiare o per  programmare incontri con persone sconosciute. Piuttosto che cambiare nick, per magari snobbare le persone con cui mi piace parlare, preferisco ovviamente l’alternativa di poter trascrorrere con il “mio†lui il più tempo possibile, fermi restando gli incastri delle nostre rispettive quotidianità e con questo non sentire la mancanza di un mezzo come la chat.

(ho troppo sonno. Sto veramente crollando... Dolcenotte!)

.....


lettera di nonsoloparole | 13/10/2004 20:34 | commenti
amici

mercoledì, 06 ottobre 2004

Ehi,

dove sei finito? Parlare di te m'invade di rabbia. L'idea di parlarti mi basta invece per una specie d'amore... Che poi Amore... Lo sappiamo, sì, lo sappiamo cosa voglio dire. Quel qualcosa molti gradini sotto. Vabbè. Un qualcosa di buono comunque. Scala sopra zero rispetto la rabbia. Eppure non ti posso scrivere sul serio... Sono giorni che non mi rispondi... Non posso fare violenza a chi da prova di non voler essere cercato. E' molto più forte di me. Forse mi vuoi far vincere anche questo limite? No, grazie. Mi hai portato oltre ad altri antichi privati confini in cui stavo e adesso ho già abbastanza ricordo riconoscente verso di te. Un altro sarebbe troppo. Ho messo già tanta forza in gioco nel poco di questo mese... Ma forse è destino il nostro mantenerci a distanza. Troppo contatto potrebbe annientarci. Anche se non siamo cuore, non siamo quella passione d'amore... Saremmo stati amicizia perfetta senza quel bacio. Ah, quando si dice un bacio sbagliato... Non avremmo preteso oltre. Non ci saremmo illusi troppo (ah, lo stesso momento di bisogno in cui annientare la propria solitudine!)...

Va bene. Sto già ritornando a sorridere. Sarà perchè mi fa così bene l'idea di poterti parlare che il tuo silenzio mi fa tanta rabbia? Avrei voluto augurarti almeno un buon inizio lavoro nuovo... avrei voluto farmi pagar da bere per la nuova auto... ma troppo volere forse...

Cerca di stare bene. Non aver paura, non crollare. (Questo temo, mio caro amico prima di tutto.)

Ciao

 

lettera di camminandoperstrada | 06/10/2004 18:18 | commenti
amici

sabato, 02 ottobre 2004

grazie.grazie di esistere,di essere sempre presenti.grazie di tutto.grazie per l'appoggio che mi date in ogni cosa,che si tratti di affari seri ed importanti o che si tratti di ragazzate che però crescono.non so come farei senza di voi.i miei amici.

lettera di leta | 02/10/2004 16:58 | commenti
amici

mercoledì, 29 settembre 2004

ecco penso che sia arrivato il momento anche per me di sfogarmi....scrivi sempre sul tuo blog che nessuno ti accetta che nessuno ti ascolta che nessuno ti vuole ecc ecc...tu hai mai pensato a cosa provano gli altri leggendo queste frasi??? hai mai pensato a cosa dai tu per gli altri?? hai mai pensato a come mi sento io??? tutte le volte che ti parlo di alex, di me, dei miei problemi tutte le volte ascolti solo x meta...tutte le volte mi guardi come per dire ma che cazzo di problemi vuoi avere tu che hai una vita perfetta...anche sabato quando ti ho detto che nn potevo portarti a casa so che il tuo pensiero e stato che stronza aveva detto che mi portava a casa...beh si ecco sono stata una stronza forse ma era x farti capire come spesso fai tu con me...e poi non e colpa mia se la macchina era già piena e tutto il resto...!!!

a volte te lo leggo in faccia che mi odi perche sono felice...e questo che provi??? beh sappi che non sempre sono felice....pensi che io mi accetto x quello che sono?? beh nn sempre e lo sai benissimo anche tu...sai quanto ho sempre sofferto ora devi farmi pesare il fatto che sono felice?? hai mai pensato perche tu non lo sei??? continui a dire che nessuno ti accetta che nessuno ti vuole bene...pensi che i tuoi amici me compresa siano felice di sentirsi di queste frasi??? pensi che faccia piacere essere considerati degli amici di merda??? pensi che cosi riceverai piu attenzioni???? NO!!! e questa la risposta nn accadra quindi smettila di piangerti addosso e accettati per quello che sei!!! hai molti amici da quello che mi racconti no??? da quello che dici ci sono un sacco di persone che ti vogliono bene....bene allora cerca di dare invece di voler sempre e solo ricevere...e vedrai che tutto sarà piu facile....!!!! cazzo mi sento ancora piu una merda ora che ti ho scritto perche forse sono stata troppo dura troppo stronza troppo cattiva ma ora che ti comporti come una bambina e mi tieni il broncio per una cazzata ho capito che era il caso di toglierti le fette di salame dagli occhi!!! ricordati che quando non dai spesso nn ricevi...e scusami tanto se io sono felice cerchero di nn esserlo piu se questo ti fa stare meglio...anche perche ora mi sento una merda perche nn capisco perche diavolo dobbiamo tenerci il muso...ti sembra normale tutto questo????????????????????????????????? cmq mi fai sempre sentire male perche sembra sempre che ti tratto male quando scrivi i tuoi post anche se nn mi e mai sembrato...dici sempre che nessuno ti accetta per quello che sei o che nessuno ti vuole bene...E IO CHI CAZZO SONO????

lettera di blinky | 29/09/2004 12:44 | commenti
amici

lunedì, 27 settembre 2004

Probabilmente è l’età. O la situazione che abbiamo costruito mentre le lune dell’anno venivano inghiottite da un nuovo giorno. E’ ciò che bramiamo ovvio. Avere 20 anni ed essere tutto. Tutto, ma proprio tutto dico, perché sia per me che per te .n.o.n. è ancora il momento di pensare alle cose serie, forse tra un paio d'anni potremo trovarci come due cinquantenni a parlare delle pulizie domestiche. Ma questo è arrivare a 20 anni con la consapevolezza che se non ti vivi questi attimi di respiro libero adesso non lo farai mai più. Ma io è grazie a te che sono libera di essere. E' come dire "domani finisce il mondo" e allora vuoi fare tutto quello che ti viene in mente per non pentirsi di non aver fatto. __Tu lo dici sempre__ E' meglio pentirsi di aver fatto che pentirsi di non aver fatto. Ed ora rieccoci da soli al termine del delirio. Ed oggi è tardi, i lampioni sembrano stanchi e le strade martoriate da chissà quanti passaggi, chi viene, chi va, in un’assolato pomeriggio di fine settembre. E chi come noi si ritrova un po' bevuto, un po' fumato, a girare per le strade della sua città. A dirsi arrivederci che ormai è parte di noi.
Prometti di proteggermi da ciò che non voglio.
Ed essere sempre qui.
Nello spazio e nel tempo.


Ti voglio bene.
S
ister








lettera di Phoebe | 27/09/2004 18:28 | commenti (2)
amici, saluto, sentimenti

AUGURI!

Cara amica, buon compleanno! Vorrei avere la bacchetta magica per regalarti ciò che è meglio per te ... ma posso esprimere solo il desiderio e l'auspicio che tu riesca a trovare il tuo equilibrio ... la tua serenità ... il tuo modo di essere donna, adulta, matura, forte ... capace di affrontare le asperità del cammino della vita, capace di essere te stessa, sfrondata da luoghi comuni. Capace di sentirsi viva e realizzata, pur senza quel compagno che tu desideri spasmodicamente ... perchè solo come "donna libera" potrai "incontrare", affrontare e vivere non "una" relazione, ma "la" relazione!

Dici che sono meglio dello psicologo ... troppa grazia! Cerco solo di indurti ad iniziare a leggerti dentro, in profondità, a percorre un cammino dentro di te, difficile e, a volte, doloroso, ma l'unico in grado di darti la chiave di lettura del tuo "non sentirti".

Auguri!

lettera di ruminantepensiero | 27/09/2004 09:03 | commenti
amici, augurio

domenica, 12 settembre 2004

Mi sono rotta il cazzo

Giuro.
Mi sono rotta il cazzo di tutta questa storia e del coglione che continua a scrivere puttanate su un fottutissimo blog facendo finta di essere una persona che sta passando un momento di merda ed ha altro da fare piuttosto che scrivere minchiate su un sito di sti cazzi.
E scusatemi il linguaggio da scaricatore.
Se la gente non fosse così ottenebrata dalla sua morbosità capirebbe che tutto quello che c'è scritto su quel sito che manco si merita un link non consta in altro che una valanga immane di stronzate.
Ad ascoltare quello là sembra che io passi un paio d'ore al giorno a parlare al telefono con una mia proiezione virtuale che vive a Roma e risponde al nome di Kiki. E la cosa peggiore è che la gente gli bada e qualcuno arriva pure a citare come prova inconfutabile della cosa il paragrafetto laterale del mio blog con su scritto "i miei alter ego".
Come se tutti i presenti al premio Donna è web non avessero visto lei e altre decine di blogger non avessero visto me, ma lasciamo perdere...
Qua non c'è da dire nulla se non che se non ve ne foste accorti si sta rischiando seriamente di rovinare la vita ad una ragazza.
Dove sono finite tutte le schiere di adulatori?
Là a godere e ad infierire, per invidia, gelosia...ho letto di tutto in questi tre giorni, mi viene da vomitare, kiki non ha più occhi per piangere, Nic è sempre più incazzato.
Facile vero sparare sulla croce rossa...su chi non si può difendere perchè peggiorerebbe solo la sua situazione...
E' penoso, patetico, ed è davvero troppo.
E' così assurdo difendere una propria amica?
O devo essere a forza una sua personalità multipla?
"Io sono docile, son rispettosa, sono obbediente, dolce amorosa, mi lascio reggere, mi fo guidar...ma se mi toccano là nel mio debole sarò una vipera..."
Ecco, io sono fatta così, fate quel cazzo che volete a me ma non azzardatevi a toccarmi le persone a cui tengo.
Per voi Kiki è un personaggio virtuale, qualcuno di cui non vedete le lacrime, di cui non avete sentito il dolore di questi ultimi mesi, di cui non conoscete la sincerità disarmante, la differenza è questa, io lo so che è sempre stata sincera fino a rovinarsi con le sue stesse mani per la sua sincerità.
Lei prima di tutto è una mia amica, con tutti i suoi difetti e le sue insicurezze.
Fidatemi di me e della mia identità sempre dichiarata, su di lei ci metto la credibilità mia, sperando che altri blogger decidano di fare lo stesso.
Più di questo non posso fare.
Fidavi di me e credele.
Non si merita tutto questo.
Io spero che prima o poi torni a scrivere senza vederlo come un incubo...
Perchè ha talento, ne ha da vendere, ed ha pure un gran cervello, a dispetto di tutto quello che dice chi si sta sciacquando abbondamentemente la bocca...
Ed il suo blog trasudava di amore per Nic, malgrado l'ironia, malgrado i commenti pungenti....
Credetele.
Vi do la mia parola, è sempre stata onesta.
Di più non posso fare.


















lettera di rotaciz | 12/09/2004 22:40 | commenti
amici

domenica, 15 agosto 2004

eccomi qui. pronto e nudo come un pianoforte. spettinato e vestito. eccomi qui.
ascolto musica invernale, che starebbe bene anche su di una barca a vela. sotto l'acqua fresca dove immergere le mani, e le braccia e i piedi. in polinesia.
sinceramente non credevo avresti scritto un messaggio. ti ho fatto, dipinto meno forte di quanto non riesci a restare. quale sarà il meglio del mio provare ad essere? mi osservo e trovo troppi errori nelle strade dell'impero. roma è crollata, le invasioni barbariche sono iniziate nel 2001. rovine, come il segno che mi è rimasto sul braccio. un po' livido un po' altro, ecchimosi involontariamente apparsa per una decisione presa.
oggi è ferragosto, è ferragosto io sono felice. la tonalità perfetta l'ho raggiunta, e non la lascio andare via, evaporare con quelle lacrime che non ho mai versato.
stamattina mi sono svegliato. con la pasta, appena tornato, cucinata all'una e mezza. avevo fame. stamattina mi sono svegliato, ho sentito tutti gli anni addosso. sono venti, leggeri, più quell'uno ribelle che si moltiplicherà presto. ho voglia di un gelato. ora.
oggi un pic-nic a vill'ada, tra poco. questione di ragazze. han deciso, io mi accodo con qualche filo di barbetta in più.
martedì parto, parto di nuovo. mare, che ne ho bisogno ancora. martedì mattina treno, eurostar diretto a sud, per dormirci tre ore sopra. con i tedeschi e un po' di inglesi.
volevo passare a londra, volevo passare a vienna, volevo passare a barcellona.
invece ancora italia.
e tu? e noi?
 
meglio non dire.

lettera di psikonum | 15/08/2004 12:48 | commenti
amici, saluto, sentimenti, amanti, rimpianto

venerdì, 06 agosto 2004

“Lettere senza sbarreâ€

Caro Icaro

ho fatto chiedere da mio fratello a tuo padre se potevo scriverti, in verità, cercando tra i miei libri uno da leggere ho pensato che forse una missiva di racconti freschi di giornata non poteva che giovare. Ti starai chiedendo perché e forse non hai tutti i torti nel domandartelo. Tutto sommato non è con me che hai trascorso i più bei momenti della tua giovinezza. Indubbiamente ce ne sono altri dai