Lettere in rete by dasar
Lettere d'amore, di saluto, di commiato, di augurio, di scuse; a parenti, politici, sconosciuti, amici, fidanzati, amanti, fantasmi ... insomma lettere di tutti i tipi e per tutti i gusti scritte da tutti noi o lette sui libri che amiamo.
Scrivete perché vi piace l'idea o per condividere una esperienza o un'emozione, per riannodare vecchi legami o per spezzarli definitivamente, oppure per cercarne di nuovi.




giovedì, 09 marzo 2006

salvare crodo?

Car* lumicino, vorrei aiutarti a salvare Crodo.
Cordialmente,
(firmato)

lettera di MaxMem | 09/03/2006 23:09 | commenti (1)
altro, saluto, commiato

sabato, 31 dicembre 2005

Ti ho ascoltato con attenzione
Ho creduto di comprendere
Quanto mi sussurravi di giorno in giorno;
Forse qualcosa ho compreso
nei giorni del dolore, dell’impotenza.
Forse molto ho lasciato che si disperdesse
come volute di fumo nel vento dell’indolenza.
Eppure siamo stati fianco a fianco,
ci siamo intrecciati, abbarbicati l’uno                
all’altra quasi temendo la separazione.
Tu credevi di possedermi, io m’illudevo
di conoscerti, di padroneggiarti, di  poter
disporre di ogni tua ora, quasi dimentica
che il tempo si colma e si vuota sgranandosi
in filigrana di momenti vissuti, sabbia fine
che inesorabile scivola nella clessidra. 

E così adesso te ne vai. E non so se quello
che abbiamo vissuto appartenga a te, se io
sono stata soltanto una compagna occasionale.
Mi sei scivolato accanto, hai segnato in modo
indelebile, ma vai sicuro senza voltarti indietro.
Perché io sappia che non tornerai, perché impari    
ad accettare ogni giorno, ogni ora, ogni minuto.                            
Te ne vai, con la tua valigia zeppa di cose cose vissute,
di sogni accarezzati, di speranze riposte, di attese silenziose.
Mi lasci qui, nello schiamazzo generale, nell’euforia
delle speranze nuove, nell’incertezza di ciò che sarà.
Addio vecchio anno!


                  Capodanno  (A. F. Gutris)

lettera di Symphony | 31/12/2005 09:33 | commenti (2)
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sabato, 21 maggio 2005

Fine.

Cari blogger, i miei blog stanno per chiudere. Stavolta davvero. Scrivere sotto minaccia di querela, non è un lusso che posso permettermi. C'è chi è più potente: costui ha ragione, o cmq se la prende. Con la forza.

Sparirò dalla blogosfera. Penso che questo renderà più lieti, molti, e solo pochi, un filo più tristi, ma poi, non preoccupatevi, passa.

lettera di kaspar | 21/05/2005 08:07 | commenti (1)
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venerdì, 06 maggio 2005

Lettera dal benzinaio

Mi chiamo Agip, sono un benzinaio italiano, affettuoso e molto espansivo, talmente espansivo che per tirare su la mia pompa di benzina, ho raso al suolo una Bidonville nigeriana, lasciando 5.000 persone senza casa.
Secondo voi, per questa mia affettuosa espansività che cosa  merito?

lettera di Pattinando | 06/05/2005 20:51 | commenti
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martedì, 01 febbraio 2005

 

Dinanzi ai miei occhi

l'ipnosi dei pensieri.

Parole e versi sbriciolati a fare casa

tra parabole che non intendo.

Il vuoto, il territorio invisibile che gronda sangue

dalle pareti ottuse del silenzio.

Ed io accenno il ritmo del commiato

salsedine di uva

tra la vertigine di un bacio.



Odilia Liuzzi

traccedime.splinder.com

 

lettera di odilia | 01/02/2005 10:31 | commenti (1)
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mercoledì, 08 dicembre 2004

addio mamma felicia

Cinisi. Il treno si ferma e noi scendiamo, zaini in spalla in un paese qualunque di una Sicilia qualunque che normale però non lo è mai stata.
Il piccolo corso è deserto e caldo. C'è troppo silenzio. Qualcuno di noi conta quei cento passi famosi. Li percorre e si ferma davanti ad una piccola casa.
Un occhio al citofono. Il cognome ormai non è Badalamenti, ma sappiammo bene che ventanni prima un pastore da quel buco dispensava la morte.
Mamma Felicia ci accolse con un sorriso sincero e fermo. Il volto scolpito da una sofferenza antica ma viva e dunque presente,orgogliosa.
Tutti dentro il salotto di Peppino, tra le sue cose, la tessera di giornalista, molte foto, qualche ritaglio di giornale.
Felicia è donna e mamma, ci ascolta con gioia e interesse, stringe forte le nostre mani, chiede delle nostre vite e loda la nostra gioventù.
La voce di Peppino comincia ad uscire dal registratore portato in salotto. Ascoltiamo qualche pezzo da Radio Aut.
Quella voce rinnova il dolore, Felicia diventa un pò cupa, stringe la mano più forte e parte coi ricordi.
Le liti col marito mafioso e l'amore per Peppino, uomo e figlio scomodo e straordinario.
Parla di Cinisi e dell'omertà, delle minacce di morte e di Peppino che non ci badava.
Ricorda anche piccoli momenti quotidiani. I pranzi, le cene e i compleanni.
La scelta di essere madre di un figlio "strano" più che moglie di un uomo "onorevole".
A tratti diventa triste e compare qualche lacrima di mamma poi torna orgogliosa, quasi furente, ed energica grida giustizia.
E scivolarono via tre ore intense e indimenticabili.
La lasciammo con le lacrime agli occhi, attoniti, di fronte a tanta energia e a tanta purezza.
Ci abbracciò, le regalammo un piccolo ricordo di noi.
Lei ci regalo una delle emozioni più forti della nostra vita.
Ci lasciò con una frase detta in dialetto, ripetuta più volte a voce alta:
"Non calati mai a testa avanti 'e cosi storti" (Non abbassate mai lo sguardo di fronte alle ingiustizie).
Ieri Felicia se ne è andata via. E' corsa a riabbracciare suo figlio.
Quella frase, i suoi occhi, la sua dignità e la grande volontà di lottare sono sono il più grande tesoro che poteva lasciare.




















lettera di salvotom | 08/12/2004 20:27 | commenti
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mercoledì, 13 ottobre 2004

addio cagnetta mia, addio

cara Sheila,

sei la mia cagna, la mia prima e grande amica, la più amica di tutti, sei tu che hai diviso con me il letto ogni volta che ho avuto la febbre, se tu che piangevi quando mi vedevi piangere, sei tu che per farmi uscire andavi da sola a prenderti il guinzaglio e me lo portavi davanti.

Con te ho fatto tutte le corse degli ultimi 13 anni e fino a pochi annni fa arrivavi sempre prima tu anche se io mettevo i roller.

Sei tu che tra le mie braccia hai messo al mondo due cuccioline stupende, che hai rischiato di morire per un emorraggia all'utero

Tu che mi hai accolta al ritorno da ogni mio viaggio senza darmi colpe per averti abbandonata con mia madre.

Tuo il primo muso che vedevo ogni mattina, mentre super assonnata prima di andare a scuola o al lavoro ti portavo a fare la tua passeggiata.

Vero ... avere un cane  è un enorme responsabilità, ma tu quanto amore mi hai dato in cambio, quanto? Mai nessuno mi ha amata tanto ed incondizionatamente quanto te.

Il guaio  che la vita degli animali non dura quanto la nostra, questa è la fregatura...

Piango, piango da ieri, mamma mi ha chiamata perchè ormai non ce la faceva più, ti ho abbandonata a lei ancora una volta, son venuta a vivere a roma, eri troppo vecchia per affrontare il viaggio, troppo vecchia per cambiare vita ancora, non potevi venir con me e mamma ha più tempo da dedicarti, con lei saresti stata meglio, infondo sei sempre stata con lei.

Ma chissà forse questa volta ti sei sentita abbandonata, forse, ti sei aggravata...

Non ci sono cure per la tua malattia, non ci sono cure alla vecchiaia, il veterinaio dice che infondo hai fatto due anni di straordinari per starmi accanto ancora un pochino in più e che ora è ora di lasciarti andare.(i dalmata come te vivono in media 11 anni)

Soffri, soffri troppo, il dottore dice che se ti amo  ora di mandarti a nanna...e ha ragione, ma io, io non ho il coraggio di farlo...

Ti porteranno papà e mamma dal dottore, ti addormenterai amore mio, non sentirai più dolore...

Non voglio che tu mi veda piangente come sono, non voglio che tu mi ricordi così, ti ricorderai di me come mi hai vista un mese fa, quando non riuscivi più a giocare, ma io ho passato le notti insonni accanto alla tua cuccia a coccolarti e mi ricorderò di te così  come eri quando giocavamo insieme.

Perdonami amore mio, perdonami cagnetta se puoi, perdonami ma non ho la forza di affrontare un viaggio di 700 km da sola per portarti a morire, non ho la forza di portarti a morire, perdonami.

Ti ho amata sempre e ti amerò per sempre anche quando non ci sarai più, buon viaggio amore mio, ci rincontreremo un giorno, nei campi elisi, un giorno ci rivedremo e giocheremo ancora insieme...

Ti amo tanto, spero di averti dato la vita che desideravi e di non averti fatto soffrire mai, spero di esser stata per te una buona amica, una buona padroncina, come tu sei stata per me il miglior cane che io potessi desiderare.

Simona

lettera di Birba | 13/10/2004 11:10 | commenti (4)
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domenica, 25 luglio 2004

Della volatilità del tempo e dei rapporti

e se solo un mese fa me ne avessero parlato, avrei detto che scherzavano, o che non sapevano.
Il dolore degli altri, dolore a metà.


lettera di sophiairis | 25/07/2004 01:50 | commenti
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