Lettere in rete by dasar
Lettere d'amore, di saluto, di commiato, di augurio, di scuse; a parenti, politici, sconosciuti, amici, fidanzati, amanti, fantasmi ... insomma lettere di tutti i tipi e per tutti i gusti scritte da tutti noi o lette sui libri che amiamo.
Scrivete perché vi piace l'idea o per condividere una esperienza o un'emozione, per riannodare vecchi legami o per spezzarli definitivamente, oppure per cercarne di nuovi.




giovedì, 07 giugno 2007

Oggi mi tocca

Sono anni che non scrivo su questo blog e stavolta ne devo approfittare perchè ho biosgno di scrivere e non so dove farlo.
No, non sul mio blog.
Questa volta no.

Voglio scrivere di quanto sono cretina.. di quanto sono scema.
E la cosa peggiore è che ne sono consapevole.
Mi sto di nuovo stracciando il cuore. E ci trovo un non so che di sadico nel vivere tutto questo senza reagire.
Mi sento immobile. Non cresco. Non faccio tesoro delle mie esperienze. Non imparo dai miei errori.. e sapete che c'è??

Ben mi sta!!

lettera di marzya | 07/06/2007 23:23 | commenti (4)
sentimenti, emozioni

martedì, 01 maggio 2007

Non so se è una categoria

Cara M.

È stato un primo maggio davvero strano, sai? La Festa del Lavoro passata per la prima volta dopo tanti anni senza lavorare. Vengo da due mesi in cui, per un nuovo Lavoro (scusa la maiuscola, ma riguardando il mio curriculum questo la maiuscola la merita), ho mollato i fili che prima facevo fatica a tenere insieme. Ne è valsa la pena per le soddisfazioni di questa nuova avventura, ma di certo non ho smesso di tirare il collo per cercare di fare tutto. Sono contenta, da quel punto di vista. Sono abituata a correre. Quindi per il lavoro il bilancio di questi due mesi è buono (lo stipendio è in ritardo, comincio a preoccuparmi, ma io non lavoro (solo) per i soldi: io lavoro perché amo lavorare).

È il resto che mi preoccupa un po'. Da quando sono partita con questa nuova avventura mi sono ripromessa di non farmi mai più monopolizzare la vita dai desideri degli altri, di concentrarmi su me stessa e su quello che desidero io. Può apparire egoistico, anzi, è egoistico, ma prima di adesso io ho fatto solo lo zerbino, e neanche troppo bene. Cara M., invece adesso voglio che questo non accada più. Tu sai bene che cosa intendo, no? E invece ti devo confessare che anche oggi mi sono tradita. Sono in casa da tutto il pomeriggio ad aspettare la chiamata di un'amica con cui devo andare al cine, e che invece non si degna di farsi sentire, ma che poi mi accusa di non chiamarla io (lo faccio tutti i giorni, lo sai, la sento almeno quanto fai tu). Alla faccia, ancora una volta sto permettendo a qualcuno di decidere per me. Stasera ho appuntamento con F., lei sta lavorando e passo a trovarla in negozio. Sono pronta a giurare che appena uscirò di casa per andare di òà, lei chiamerà e si incazzerà. Mi dico come si incazza si scazza. A essere incazzata, in realtà, sono io che anche oggi ho mandato a puttane una giornata da vivere per aspettare il volere degli altri.

Resto una persona difficile, lo so, però comincio a stare bene con me stessa. Non è male dopo tre decadi di vita, no? Adesso ti faccio ridere, però: oggi ho guardato un paio di film, uno vecchio stile di quelli che guardavamo da ragazzine, e stranamente mi sono commossa solo sui titoli di coda :). Anni fa, correggo, mesi fa, avrei iniziato dalla prima scena (She has taken her place among the tallest of trees
But she weeps like a willow when shes brought to her knees
..., quello che io devo diventare... capisci, ricordi?). Il secondo era nuovo, per me: storiella di amore banale, già all'inizio vedi tutta la trama. Eppure mi ha sconvolta un po', e questo mi fa rabbia.

Non vivo in un palazzo di cristallo, non l'ho mai preteso. Non ho mai preteso di isolarmi (o sì? No). So di avere alzato schermi e barriere, ne avevo bisogno, e non sono sicuramente pronta adesso a tirare giù qualcosa. Eppure, sento la mancanza, di nuovo, di un abbraccio. Non per forza di un amore o di sesso. Di un abbraccio. Come quando ero depressa e non c'era nessuno intorno pronto ad ascoltarmi. Però adesso non sono depressa, affatto. Mi spiace solo la mancanza di quell'abbraccio... Non so nemmeno perché ti sto scrivendo.. Una telefonata basterebbe, non trovi? E un blog, poi, e non una mail... Avevo solo voglia di andare a ruota libera, di non essere interattiva... E per paradosso, questo è il migior modo di non esserlo.

Un'ultima cosa... L'ultima... Quel racconto che ancora ti devo lo finirò, spero, questa settimana...

Love and kisses!

(e se mi rimandi un abbraccio, beh, sarò felice!)


lettera di Azzurra76 | 01/05/2007 18:51 | commenti
emozioni

sabato, 30 dicembre 2006

Il crepuscolo dei sensi
 
Quella sera le colline che si stagliavano tutt’intorno al borgo,poste come guardiani che vegliano su di un bimbo in procinto d’addormentarsi, apparivano tinte di mille sfumature che andavano dal rosso vivo fino a giungere fino al grigio topo delle casupole del paese.
Si respirava un aria primaverile, l’odore intenso dell’erba tagliata di fresco e dei mille fiori di campo portava la mente di Guido a pensare al profumo del bucato che doveva fare l’indomani…un ottimo avvertimento.
Al tempo stesso Guido pensava, aspirando tutti gli odori possibili, alle gite domenicali con la madre ed ai suoi capelli lavati di fresco.
Mentre camminava a fianco di Maria, non riusciva a riordinare i file della sua mente, avvolto nel turbinio del suo profumo come nelle spire di una pianta carnivora, gli pareva di avere la testa in naftalina…. ne sentiva quasi l’acre odore….o forse era etere, già anestetizzato com’era dalla voglia di quel corpo che lo attirava a se come una gigantesca calamità.
Accostandola e cingendola a se riuscì a percepire ogni stilla e goccia dei suoi più intimi profumi come se il suo olfatto, ma non solo quello, fossero amplificati all’ennesima potenza….in quel momento si immagino alla stregua di un formichiere alle prese con la regina del formicaio
Scendendo per le viuzze del borgo riaffioravano dentro di lui i vecchi ricordi ingialliti della sua infanzia, spiegazzati ed intrisi di mille odori a lui familiari……la carta con cui sua madre avvolgeva gli alimenti…allo stesso modo erano intrisi o meglio unti e bisunti i suoi pensieri, ed impregnavano la sua corteccia celebrale come una cotoletta impregna la carta che l’avvolge.
L’umidità e la muffa si staccavano dai vecchi muri e dalle lastre delle straducole avvolgendo i due amanti in una sorta di gelatina che contribuiva ad isolarli dal resto del mondo…… salendogli alle narici e entrandogli fin nella parte olfattiva della testa. già si vedevano sdraiati nell’erba alta della brughiera avvolti in molteplici amplessi barocchi come un cenone di natale.
Lei gli carezzo il volto scontrandosi con la sua barba, pungente come carta vetrata…ferendosi le mani delicate come rose appena sbocciate….come uccellini che si affacciano per la prima volta dal nido
Avvolti nel loro amore, come due pulcini nel velluto, si diressero veloci due treni verso la chiesetta sconsacrata del vecchio cimiterino del paese.
Non fecero caso neppure ai secolari cipressi che lambivano il viottolo posto dinnanzi al cancello, erano come due locomotive sulla rotaia del desiderio pronti a perdersi, riunirsi ed infine fermarsi in galleria.
Non sentirono neppure l’inebriante profumo dei garofani posti all’ingresso con lo scopo di addolcire le menti degli sfortunati visitatori come per ottenebrargli le menti.
Appena i loro corpi varcarono la soglia del portone della chiesetta, dico i loro corpi perché le loro menti trascinate dai sensi erano già lì da un secolo…….come se il tempo si fosse sdoppiato, nel più irreale dei silenzi, si percepiva solo il battere ritmico dei loro denti…..nel freddo antico di quel luogo sacro……..sacro si, ma da profanare per l’ennesima volta,battevano all’unisono come proiettili di una mitragliatrice.
Il calore emanato dai loro cuori, che si infondevano vicendevolmente li faceva sentire come in un forno o meglio in una pentola a pressione pronta a esplodere da un momento all’altro, l’ebollizione era vicina o meglio la sublimazione
Via via che il calore delle loro anime aumentava, come il mercurio dentro il vetro di un termometro, i loro corpi sempre più avvinghiati come l’edera, si andavano sbucciando come aranci sotto il sole nella conca d’oro, il sangue nei loro corpi seminudi, se pur a contatto con il ghiaccio asettico dell’altare ribolliva come passata di pomodori sotto il sole d’agosto.
I loro cuori e i loro corpi si avvicinavano al punto di fusione, vederli era come sbirciare un’opera d’arte dal buco della serratura., l’arte dell’amore, ……..il rintocco della mezzanotte scandì l’apice dei molteplici amplessi come se l’acuto suono delle campane volesse sancire il fine delle danze.
 
 luke

lettera di luke1965 | 30/12/2006 16:30 | commenti
sentimenti, emozioni

mercoledì, 08 novembre 2006

Non mi resta che aspettare

Esci, respira, muoviti, cammina.

Recita il tuo mantra, i problemi sono altri, i problemi sono altri, i problemi sono altri. Sopravvivi. non è la prima volta, non è la peggiore. sii coraggiosa e rassegnata, armati di pazienza, disponi l'anima alla sofferenza che conosci inevitabile, affidati alla forza che sai di avere. Guarda indietro, ripercorri le cicatrici, mappa delle sconfitte che sono comunque vittorie, perchè ti ritrovano in piedi. sii fiera, sii dolce, non chiuderti, spalanca la ferita, al sole guarirà prima.

Ogni tanto serve ricordarlo e recitarlo. Soprattutto oggi ......

lettera di ruminantepensiero | 08/11/2006 11:45 | commenti
emozioni

domenica, 23 luglio 2006

Affacciandomi alla notte
t'ho sentita nel soffio del vento
amore che fuggi l'Amore.

lettera di Zu | 23/07/2006 00:12 | commenti (1)
emozioni, amanti

giovedì, 01 giugno 2006

Ciao.
Buffo risentirmi dopo questa mia ultima uscita, uh?
E' che sto cercando di togliere la "polvere da sotto i tappeti", almeno per quanto si puo', e dove non si puo', continuo a immaginarmi come si potrebbe fare.

Non credo che con te si possa.

E' una certezza che ho nell'anima, e che ha radici nella semplice logica, e nel mio studio della psicologia. Non importa quante volte potro' spiegarti, e in quanti modi, la stessa cosa. Tu, non ci arriverai, non mi ascolterai sul serio, non saprai vedere la cosa da un lato che non sia morbosamente arrabbiato.

Non importa.

O meglio, importa in realta', perche' l'unico rammarico che mi son concessa e' stato proprio il non essere riuscita a spiegarmi con te. Anche quando ce n'era la possibilita', la predisposizione un po' fredda e di sfida, ma comunque da "devi tirarlo fuori tu", come se davvero avessi avuto chissa' che da nascondere, mi ha fatto sinceramente passare la voglia.

E' che non e' niente di complicato, in realta', niente di veramente strano, ne' niente di simile a quanto da te congetturato.
Anche riuscendo ad avere la "chance", a che pro?

Ci ho provato, sai?
Ci ho provato a "restare amica", in ogni situazione che mi e' capitata in passato. Non e' mai andata un granche' bene...
Uno mi ha rincorsa per mesi senza riuscire veramente ad arrendersi, e poi ha semplicemente smesso, non uno stralcio del rapporto che c'era prima, anche solo mentalmente.
Un altro, ha deciso bene di sparire appena possibile perche' evidentemente per lui non era cosa.
Un altro ancora, ha distrutto la mia fiducia rifiutandosi, soprattutto nell'ultimo periodo, di prendere in mano il coraggio, dire le cose come stavano, e mollarmi. Non ero tanto arrabbiata o triste perche' mi aveva mollata, in realta', ma perche' non era stato onesto prima, prendendo la decisione sin da subito, e da sempre mi era puzzato il fatto che volesse tenere la nostra relazione "segreta", insomma, non mi sembrava proprio una persona a cui continuare a dire i fatti miei, perche' non sapevo piu' che pensare.
Un ennesimo altro, ha provato il grande salto e si e' tirato indietro completamente da solo. Nel suo tirarsi indietro perche' la nostra era un'amicizia, tuttavia, ha tirato indietro anche la nostra amicizia. E non certo perche' a me non andasse di continuarla.

Per una ragione o per l'altra, i simpatici cadaveri relazionali non sono mai neanche tornati a galla, sono rimasti sul fondo.S'e' salvata in corner l'amicizia fra me e Fede, perche' in fondo non gli ho risparmiato una parola, e quella con Luca, perche' in fondo il mio grande sbandatone dei tempi immediatamente precedenti a Riccardo, era piu' che altro un grosso, grosso ammasso di fumo che offuscava, con violenza, tutto quanto. Niente di reale, di lui vedevo solo il pezzetto che piu' mi garbava, ma ora finalmente vedo tutto, e finalmente parte di quel tutto a volte mi e' anche insopportabile.
Vorrei tanto poter fare altrettanto con tutti i miei simpatici fraintendimenti e cadaveri relazionali.

Ma con te, non credo si possa. Ho la seria convinzione che se anche ti spedissi una lettera piena di sincerita', tu chissa' che penseresti, e a quali miseri estratti rovesciabili daresti in realta' importanza.
Le cose e' meglio chiuderle che tentare sempre, inutilmente di ripararle, anche quando arriva a diventare palese che non c'e' collante per un tale volo, il vaso e' frantumatissimo, ormai la realta' stessa e' distorta, si arriva al "ma che cazzo dici", ci si ritrova ad attaccarsi e difendersi, e non spiegarsi e comprendersi.

Alcuni amici particolarmente taglienti suppongono che io voglia in realta' uscire da ogni situazione compresa e coccolata come la retta, buona samaritana della situazione.
Forse e' vero, perche' se e' vero che mi e' facile rendermi detestabile, quando una persona per me importante arriva a detestarmi, non solo lo avverto subito, ma in realta' l'idea non mi piace per niente.
Io non credo che tu abbia, in realta', tutti sti gran motivi per etichettarmi come stronza o chissa' che.

Non ho fatto niente di grave, niente di male. Ho solo deciso, alla luce di determinati fatti, di non fare niente di grave o di male, codardamente, nonostante prendere il provvedimento giusto mi fosse molto difficile.
Il fatto stesso che questo tu non lo capirai mai, effettivamente mi indispettisce.

Ma questo, veramente, non importa.

lettera di delsys | 01/06/2006 13:56 | commenti
amici, sentimenti, emozioni, scuse, rimpianto

martedì, 21 marzo 2006

Inizia il Concorso di Emozioni!

Nel Blog Manuale di Mari oggi, 21 marzo 2006, Giornata Mondiale della Poesia, comincia il Concorso di Emozioni!

Per un mese o poco più, saranno pubblicate e commentate, ogni giorno, fino alla fine di aprile, due opere di autori blogger partecipanti all'iniziativa.

Leggete la poesia che inaugura il Concorso. E' Giovanna Mulas a tagliare il nastro! Quale inizio migliore di questo?

Buon Concorso di Emozioni a tutti...


Robert

lettera di ManualediMari | 21/03/2006 08:50 | commenti (4)
eventi, emozioni