Lettere in rete by dasar
Lettere d'amore, di saluto, di commiato, di augurio, di scuse; a parenti, politici, sconosciuti, amici, fidanzati, amanti, fantasmi ... insomma lettere di tutti i tipi e per tutti i gusti scritte da tutti noi o lette sui libri che amiamo.
Scrivete perché vi piace l'idea o per condividere una esperienza o un'emozione, per riannodare vecchi legami o per spezzarli definitivamente, oppure per cercarne di nuovi.




venerdì, 09 giugno 2006

Sei l'uomo della "non-risposta" ... ti nascondi dietro un silenzio che, non solo non è originale e neppure ironico (eppur sei dotato di ironia!!!), ma lascia spazio a mille fraintendimenti ..... un vuoto che posso riempire di fantasie, più o meno positive. Un vuoto che diventa "dolente" ..... e che resta "a mezzo", una sorta di limbo, dal quale non riesco ad uscire! Ciao.....

lettera di ruminantepensiero | 09/06/2006 12:57 | commenti
saluto

giovedì, 09 marzo 2006

salvare crodo?

Car* lumicino, vorrei aiutarti a salvare Crodo.
Cordialmente,
(firmato)

lettera di MaxMem | 09/03/2006 23:09 | commenti (1)
altro, saluto, commiato

giovedì, 02 dicembre 2004

Carissimo Bando, non posso non scriverti due righe dopo averti visto ieri in zona fiera a Faenza al Meeting delle Etichette Indipendenti, il caro vecchio MEI. Non ti arrabbiare, ti sono amico, ma qualcosa non mi quadra_Arrivo al Mei e subito ti scorgo in fila alla biglietteria farti largo in mezzo ad un nugolo di carampane di Claudio Baglioni (primo shock: che ci fa il signor Piccolo Grande Amore al meeting per la musica indipendente?) per avere il tuo sudato accredito stampa, inserendoti fra le richieste di una fan che minacciava la denuncia se non otteneva il suo biglietto gratis perchè "Radio Gamma ce li ha promessi e quindi li vogliamo. Chiamiamo i carabinieri"_La biglietteria impaurita le accontenta_Poi entro e cerco di orientarmi, anche se poi logisticamente le cose son sempre uguali._eccoti di nuovo! passi di stand in stand come un'ape laboriosa e guardi, tocchi, accalappi ed infili tutto nella borsina e-bay (cosa c'entra e-bay con il MEI) Ci mancan solo le spillette e poi saresti stato perfetto_Non faccio in tempo a salutarti che ti vedo dietro a Capitan Fede Poggipollini che firma autografi. Lo so che volevi anche tu la firma dell'autore di Bologna e piove, confessalo, ma ti sei schernito perchè poi ti saresti ridotto come una fan qualsiasi che sbava per il bel Fede..._e poi scappi di nuovo!_giro, giro in mezzo al caos degli stand ed eccoti! ma che fai? dai un orrido spettacolo di te provandoti, praticamente nudo in mezzo a tutti la maglietta di Gighen allo stand del Manifesto_che brutto spettacolo, lasciatelo dire_mi distraggo per guardare la copertina di un cd e sei sparito_esco ed entro nella sala conferenze stipata come un uovo_ma..ma..c'è Enrico Ruggeri, premiato con uno dei soliti premi inutili del Mei (alla carriera? all'intraprendenza? alla bellezza? al particolare impulso che ha saputo dare negli ultimo 30 anni alla musica italiana intesa in senso lato e quindi aiutando la musica indipendente a crescere credendo in se stessa grazie a modelli di riferimento di alto valore culturale ed artistico?_che caldo, che fittume_le carampane di Baglioni sono posizionate pronte ad assalire l'idolo che sarà premiato per un DVD (è noto che Baglioni è un cantante indie che ha bisogno di spazi e promozione per fare musica e quindi sembra giusto supportarlo in ogni modo...)_esco, ormai rimbambito dal nulla che c'è in sala e leggo un fogliettino sulla porta: Claudio Baglioni non sarà presente alla premiazione. Con scritto in penna come preambolo "Sollievo"_Ti rivedo ondeggiare verso l'uscita ma mi fai compassione carico come sei di cianfrusaglie, riviste, cd indipendenti_Ti ho notato più stanco degli altri anni_Ti avrà mica annoiato questo Mei? Sì perchè a me dopo tante edizioni mi sorge un dubbio: perchè continuare a chiamarlo così?_Jan mi ha detto: per il logo del Mei e di Ballo in Fiera mi son fatto dare solo cento carte ed ora lo vedo su tutte le riviste..._Al prossimo Mei, magari con Vasco Rossi e i Lunapop_Con amicizia_

lettera di bando | 02/12/2004 15:19 | commenti
saluto

lunedì, 08 novembre 2004

eilà, anche oggi si fa tardi ma sticazzi e me ne sto a casina mentre sorseggio un cappuccino appena fatto. il caffé di prima mattina è una sostanza scura con dei poteri assimilabili ai miracoli di eudosso e compagnia.
ieri mi sono ritrovato per san giovanni, stavo andando per le vie di garbatella ma un buffo tizio in macchina mi ha trasportato lì. aveva i capelli di dubbio colore. già. parlammo di mare, di professori mai seguiti e di struttura del linguaggio. parlammo di competizione, anche straordinariamente scontata, e delle nuove infatuazioni di ferrara. che ultimamente fa un po' schifo.
già.
ricevo un'altra lettera da moore che stampo e leggerò nei prossimi minuti, mentre abbandono casa e come meta avrò quei noti banchi. dove la gente siede, legge city e scrive al cellulare; di fronte a un prof bizzarro che parla a vanvera di qualche esame. però ho sonno. ancora. e sono persino invaso da qualche oncia di spavento, paura, ansia, tensione. chissà. forse sono le foglie che cammino calpestando. o forse è il non ricordarmi alcune piccole cose.
"la perfezione è un utopia come l'anarchia, ed è per questo che va ricercata". (lo so, era comunicazione, ma poco importa)

dimmi qualcosa, rendimi tranquillo, allontana questo senso del tempo che non smette di vibrarmi attorno. che come l'alito di un biografo mai assonnato osserva le mie piccole azioni nel quotidiano. ho finito il mio latte caldo macchiato di caffé; avrei voglia di the. da sorseggiare con qualche biscotto secco al caffé doria. o a passeggiata di ripetta. magari oggi lo prendo, passando di lì. o magari nn ci passerò, dato che son stanco.

osservo delle fototessere. senza sapere il perché. adoro questi piccoli rettangoli sporchi. lasciano uno strano gusto di lamponi e fuliggine e neve.

se solo sapessi che corsi avrei io di questi tempi. ascolto 'al chiaro di luna', la sonata che il caro ludwig aveva
chiamato 'sotto una tegola', e il cui primo movimento è una marcia funebre per un amico che gli è morto. la stessa sonata che gus ha usato per il suo ultimo film. quello dei ragazzi bellissimi e tremendi, dove una felpa rossa con una croce bianca accompagna la cinepresa in un luogo medievale e dove anche i fotografi non scampano a coloro che dormono su di un letto nel sott'interrato. e giocano. e citano charles. e vincono. e perdono. "ambarapà-ciccì-coccò-tre-civette-sul comò-che facevano-l'amore-con la figlia-del dottore-il dottore-si ammalò-ambarapà-cicì-coccò."
è l'indifferenza che ucciderà l'uomo e l'occidente.
o forse siamo già morti.
noi, bulimici dal ventre piatto.









lettera di psikonum | 08/11/2004 09:40 | commenti (2)
altro, amici, saluto, sentimenti, amanti, augurio, rimpianto

martedì, 02 novembre 2004

-a volte

a volte capita che poi uno ci indovina, e trova anche la mail in un trionfo di simboli rosa. a volte. ma non sempre, vero. ascolto, ascolto una volta e ancora bigmouth strike again. me la trascino in questo magma denso e scuro e zuccheroso che è diventata la mia giornata normale. anche i confetti rosa possono tingersi di nero e diventare caramello, se riscaldati troppo. e qui a roma fa caldo. un casino di caldo. anche se me ne vado un po' in giro con un cappotto nero, e anfibi spessi. a volte. poi giro l'angolo e sto in maglietta e diesel basse. non ho mai legato i vestiti alla temperatura -certo, dimenticando i maglioni di lana-.
mio caro zombettino, a cui nn so dare un nome ma che leggo più che spesso, ho pensato di scriverti e una di quelle volte è oggi e quindi sono qui. yogurt finito, forse dovrei bere. chissà.
se torno a bologna, passo di nuovo, magari presto o dopo un anno intero.. nn so quando sarò di nuovo lì, non so se mi fermerò a dormire o sarò solo di passaggio.
chissà, mi piacerebbe vederti. magari anche per gioco, prendere un the e parlare di colori, mordere una crostata e ascoltare il tempo che passa furtivo attorno alle mura al vapore all'arno che va.

ma poi cambio idea, perché nn voglio distruggere quelle frasi che leggo di te e scoprirti davvero. ma mi piace giocare al se fosse. da sempre. da quando ho smesso di dire bello e brutto. da quando ho iniziato a parlare di strano.

un saluto, funereo e pallido essere. a te, te che leggi le mail senza neanche stamparle. un saluto.

psiko.










lettera di psikonum | 02/11/2004 22:42 | commenti (2)
amici, saluto, augurio, rimpianto

lunedì, 27 settembre 2004

Probabilmente è l’età. O la situazione che abbiamo costruito mentre le lune dell’anno venivano inghiottite da un nuovo giorno. E’ ciò che bramiamo ovvio. Avere 20 anni ed essere tutto. Tutto, ma proprio tutto dico, perché sia per me che per te .n.o.n. è ancora il momento di pensare alle cose serie, forse tra un paio d'anni potremo trovarci come due cinquantenni a parlare delle pulizie domestiche. Ma questo è arrivare a 20 anni con la consapevolezza che se non ti vivi questi attimi di respiro libero adesso non lo farai mai più. Ma io è grazie a te che sono libera di essere. E' come dire "domani finisce il mondo" e allora vuoi fare tutto quello che ti viene in mente per non pentirsi di non aver fatto. __Tu lo dici sempre__ E' meglio pentirsi di aver fatto che pentirsi di non aver fatto. Ed ora rieccoci da soli al termine del delirio. Ed oggi è tardi, i lampioni sembrano stanchi e le strade martoriate da chissà quanti passaggi, chi viene, chi va, in un’assolato pomeriggio di fine settembre. E chi come noi si ritrova un po' bevuto, un po' fumato, a girare per le strade della sua città. A dirsi arrivederci che ormai è parte di noi.
Prometti di proteggermi da ciò che non voglio.
Ed essere sempre qui.
Nello spazio e nel tempo.


Ti voglio bene.
S
ister








lettera di Phoebe | 27/09/2004 18:28 | commenti (2)
amici, saluto, sentimenti

domenica, 15 agosto 2004

eccomi qui. pronto e nudo come un pianoforte. spettinato e vestito. eccomi qui.
ascolto musica invernale, che starebbe bene anche su di una barca a vela. sotto l'acqua fresca dove immergere le mani, e le braccia e i piedi. in polinesia.
sinceramente non credevo avresti scritto un messaggio. ti ho fatto, dipinto meno forte di quanto non riesci a restare. quale sarà il meglio del mio provare ad essere? mi osservo e trovo troppi errori nelle strade dell'impero. roma è crollata, le invasioni barbariche sono iniziate nel 2001. rovine, come il segno che mi è rimasto sul braccio. un po' livido un po' altro, ecchimosi involontariamente apparsa per una decisione presa.
oggi è ferragosto, è ferragosto io sono felice. la tonalità perfetta l'ho raggiunta, e non la lascio andare via, evaporare con quelle lacrime che non ho mai versato.
stamattina mi sono svegliato. con la pasta, appena tornato, cucinata all'una e mezza. avevo fame. stamattina mi sono svegliato, ho sentito tutti gli anni addosso. sono venti, leggeri, più quell'uno ribelle che si moltiplicherà presto. ho voglia di un gelato. ora.
oggi un pic-nic a vill'ada, tra poco. questione di ragazze. han deciso, io mi accodo con qualche filo di barbetta in più.
martedì parto, parto di nuovo. mare, che ne ho bisogno ancora. martedì mattina treno, eurostar diretto a sud, per dormirci tre ore sopra. con i tedeschi e un po' di inglesi.
volevo passare a londra, volevo passare a vienna, volevo passare a barcellona.
invece ancora italia.
e tu? e noi?
 
meglio non dire.

lettera di psikonum | 15/08/2004 12:48 | commenti
amici, saluto, sentimenti, amanti, rimpianto